Il governatore De Luca: “Occorrono proposte choc”

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca

La kermesse di Napoli dedicata al Mezzogiorno d’Italia, tenutasi presso la Mostra d’Oltremare lo scorso 12 novembre, ha richiamato finalmente l’attenzione dovuta della politica nazionale su di una tematica sempre d’attualità. Nel discorso introduttivo del governatore De Luca tutta l’amarezza per una immagine ormai cristallizzata di un Sud legato a stereotipi assolutamente negativi, ma anche la volontà di risollevare la testa, nonostante le criticità e le difficoltà di sempre.

Il governatore della Campania

Il governatore della Campania

Le parole di Vincenzo De Luca

“Avviando i lavori dell’Assemblea Nazionale sul Mezzogiorno “Economia, politica e sviluppo per il Sud” – ha esordito De Luca – ho voluto sottolineare la “scomparsa” del Mezzogiorno dall’agenda nazionale, a partire dagli anni 90. Il Sud è scomparso a causa anche di una sottocultura del leghismo che ha descritto il Mezzogiorno come palla al piede parassitaria, senza la quale il Nord avrebbe potuto prendere il volo. Ma ha pesato anche l’immagine che il Sud ha dato di sè: l’immagine della cialtroneria, della lamentosità legata all’inconcludenza amministrativa. Ha pesato l’incapacità di utilizzare un fiume di risorse europee, polverizzate. La cui frammentata utilizzazione non ha determinato alcun salto strutturale, di qualità per il sud, ma ancora una volta un ulteriore banco per pagare clientele politiche. Tutto questo ha determinato la quasi scomparsa del Mezzogiorno come tema politico nazionale. Noi ora verremmo cercare di rilanciarlo, rendendo chiaro che dallo sviluppo del Sud può guadagnarci anche il Nord; che il conflitto Nord-Sud ormai pare secondario in relazione al conflitto Italia resto d’Europa. Ho voluto inoltre lanciare una proposta choc: un piano straordinario per occupare 200mila giovani nella pubblica amministrazione nel Sud. Senza una scelta politica ed una svolta noi non reggiamo più. Abbiamo un turn over bloccato da quasi 10 anni, abbiamo una pubblica amministrazione (soprattutto nel sud anche per ragioni endogene) in larga misura anziana e dequalificata rispetto ai tempi. Noi dovremmo dunque proporre un meccanismo scalare di retribuzioni per i giovani nuovi assunti, penso ad uno scaglionamento delle retribuzioni nell’arco dei tre anni. Dovremo anche introdurre dei filtri e dunque sottoporre le figure dirigenziali a procedure concorsuali rigorose. Troviamo gli aggiustamenti necessari, ma apriamo una discussione serie e concreta. È un’idea ovviamente da approfondire. Penso anche ad un meccanismo differenziato, stabiliamo delle quiete rapportate al tasso di disoccupazione ma anche al livello di impiego pubblico che già c’è in una Regione. Troviamo dei meccanismi razionali di utilizzazione di un’idea. Questo comporta anche la dimostrazione di una speranza che pesa. Abbiamo giovani disperati, che hanno perso la fiducia nella possibilità di vivere. E questo crea un clima di depressione generale, di distacco dalle istituzioni che diventa un altro grande problema di governo”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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