Terra dei Fuochi, il piano della Regione per cancellarla in due anni

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Un rogo nella Terra dei Fuochi

Un piano per cancellare il fenomeno della “terra dei Fuochi. Lo ha messo a punto la giunta regionale della Campania approvando un piano di azioni per il contrasto al fenomeno, che mettere in campo nel biennio 2017-2018 con un budget a disposizione di 37 milioni 200mila euro di fondi dell’Unione Europea nell’ambito del programma 2014-2020.

I dati del fenomeno. Nonostante i dati ufficiali dei Vigili del Fuoco restituiscano una forte diminuzione degli incendi dal 2012 (circa 3.000 episodi nel periodo gennaio-agosto) al 2016 (circa 1.300 episodi nello stesso periodo), la frammentarietà del fenomeno e la numerosità dei siti oggetto di sversamento (più di 3.300 siti monitorati – fonte SMA Campania/Esercito Italiano) sui 90 Comuni maggiormente interessati dal fenomeno, suggeriscono l’urgente necessità di rafforzare ogni tipo di azione, tanto sul versante della prevenzione e della repressione del fenomeno, quanto su quello della rimozione dei rifiuti dal territorio e della dissuasione. Il tristemente noto fenomeno dei roghi in Campania assume proporzioni preoccupanti nelle zone più interessate dall’abbandono e sversamento illecito di rifiuti, che costituiscono la miscela primaria all’origine dei focolai sparsi, ed assumono proporzioni ovviamente più rilevanti in ragione dell’entità dei rifiuti combusti.

Vigili del Fuoco in azione nella Terra dei Fuochi

Vigili del Fuoco in azione nella Terra dei Fuochi

Le azioni del piano. Un complesso ed articolato servizio di sorveglianza e pattugliamento dell’intero perimetro della “terra dei Fuochi”, con l’allestimento di presidi fissi e sale operative e anche attraverso l’utilizzo di aerei e droni per monitorare dall’alto gli incendi e i trasgressori. Tre i presidi fissi con annesse sale operative che verranno realizzati a Giugliano, Mondragone e nell’area Vesuviana che coordinerà tutte le azioni attraverso una piattaforma digitale che gestirà tutto l’iter di raccolta e condivisione dei dati e le procedure di intervento nelle rimozioni dei rifiuti dalle strade pubbliche e private che saranno a carico dei Comuni della zona della “terra dei Fuochi” che, anche nel caso in cui non dovessero adempiere facendo intervenire in via sostitutiva la Regione, dovrà comunque farsene carico da un punto di vista economico.

A questo scopo, la giunta regionale ha destinato 10 milioni di euro per la creazione di un fondo di rotazione che servirà proprio a coprire le eventuali mancanze delle amministrazioni locali che verrà poi rifinanziato nel momento in cui ci sarà la rivalsa economica. A disposizione dei Comuni ci sarà comunque una squadra di pronto intervento dei Vigili del Fuoco che avranno a disposizione più mezzi per coprire il vaso territorio a cavallo tra le province di Napoli e Caserta.

Trenta milioni di euro serviranno per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti rimossi. Ad occuparsene saranno società in house del polo ambientale, che gestiranno la fase di rimozione, prima selezione, imballaggio e trasporto dei rifiuti,  l’Arpac e i laboratori autorizzati, per la parte che riguarda la perimetrazione, l’isolamento e la caratterizzazione dei rifiuti.

I tempi. Approvato il 10 ottobre scorso, con la delibera di giunta regionale numero 548, il piano per la “terra dei Fuochi” dovrebbe muovere i primi passi entro la fine di gennaio del prossimo anno. Entro tre mesi dovrebbero essere allestite le postazioni fisse di Giugliano, Mondragone e dell’area Vesuviana e dovrebbero partire le prime rimozioni. Nessuna tempistica viene invece resta nota sulla bonifica dei siti.

 

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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