Taranto: 1,1 miliardi per il risanamento dell’Ilva

Oltre un miliardo di euro -1,1 per l’esattezza- dovrebbero essere disponibili a partire dalla prossima primavera per il risanamento ambientale dello stabilimento Ilva di Taranto e delle aree adiacenti. Le risorse sono frutto dell’accordo preliminare siglato nella giornata di ieri tra la famiglia Riva –già proprietaria dello stabilimento siderurgico pugliese- le società del gruppo Riva ed il gruppo Ilva, attualmente in amministrazione straordinaria. Entro febbraio dovrebbero essere completate le procedure burocratiche ed entro 45 giorni, così prevede l’intesa, le somme dovrebbero essere poi effettivamente disponibili. A rendere noto il raggiungimento dell’intesa sono stati con una nota i commissari straordinari dell’impianto siderurgico.

Dalla Svizzera a Taranto – Le risorse oggetto dell’accordo –costituite da denaro e titoli- sono attualmente custodite presso diversi istituti di credito elvetici e sono sottoposte a sequestro penale. Ma queste non sono le uniche risorse che dovranno sostenere il piano di risanamento e rilancio dell’Ilva: altri 230 milioni di euro saranno messi a disposizione dalla famiglia Riva per supportare la gestione corrente dell’impianto siderurgico. Un’importante iniezione di fondi destinati a sostenere l’ambizioso progetto di recupero di un’azienda strategica per il sistema Italia e, nel contempo, porre rimedio ad una emergenza ambientale per troppi anni sottovalutata. Inoltre, grazie agli accordi siglati in queste ultime ore, si chiude il contenzioso che vede contrapposti gli attuali amministratori di Ilva e la famiglia Riva, contenzioso in cui rientravano due cause a carico dei Riva del valore di ben 2,5 miliardi di euro.

Le reazioni – Soddisfatti per l’intesa raggiunta i commissari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba, secondo cui “l’accordo garantisce risorse certe per il risanamento ambientale di Ilva”. Decisamente più prudente, invece, la reazione del governatore pugliese Michele Emiliano, che ha scritto alle Procure di Taranto e Milano per sapere se esistano agli atti “richieste di patteggiamento avanzate dal gruppo Riva per la definizione della responsabilità penale dell’impresa”.La Regione Puglia —si legge in una nota— ha interesse a verificare il quantum delle somme oggetto dell’eventuale patteggiamento, e se tali somme siano poi effettivamente utilizzabili per la risoluzione dell’emergenza sanitaria e ambientale in cui versa la città di Taranto”.

Il futuro – Intanto per l’acquisto dell’Ilva di Taranto, che dovrebbe essere venduta nei primi mesi del 2017, sono in corsa due cordate: una composta da JSW Steel, Cdp, Delfin e Arvedi; l’altra da ArcelorMittal e Marcegaglia.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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