Dopo la valanga del “no”, De Luca prepara il post-Renzi

In Campania è già domani. L’analisi del voto referendario è in queste ore sul tavolo del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. Sezione per sezione, comune per comune, l’ex primo cittadino di Salerno ha intenzione innanzitutto di vederci chiaro. Al di là dei numeri complessivi che hanno affossato la riforma del premier Renzi, al Sud e – più nello specifico – in Campania, la debacle è stata eclatante. A nulla sono servite infatti le scuse dello stesso De Luca dopo il caso Rosy Bindi, così come ben poca cosa è risultato essere il suo “sdrammatizzare” rispetto alla vicenda delle clientele e delle fritture di pesce. Dati alla mano, gli elettori hanno bocciato Renzi e con lui anche lo stesso De Luca. Ma il governatore, come da tradizione consolidata, non ci sta a far da caprio espiatorio. E così ha iniziato a spulciare i dati elettorali per capire come si siano mossi i suoi. Nella squadra alla regione Campania ma anche in quella amministrativa al Comune di Salerno, come ancora nel resto dei territori campani a guida Pd.

Poltrone che tremano. Le bocche cucite in questa fase sono tante, quasi tutte. Ma qualcuno sussurra che a Palazzo Santa Lucia diverse sono le poltrone che hanno iniziato a tremare. Stesso fenomeno “tellurico” si starebbe verificando nella “sua” Salerno, dove a trattenere il fiato sono alcuni assessori e qualche manager delle società miste del Comune. Repulisti in arrivo? Forse, ma De Luca – in ogni caso – vuole vederci chiaro fino in fondo. Innanzitutto per garantirsi nell’immediato futuro di avere accanto una squadra politica sui cui contare ciecamente. Ma anche per un motivo che a molti è sfuggito.

Congresso Pd in vista. Al di là delle dimissioni del premier Renzi o di un eventuale governo tecnico che conduca l’Italia alle nuove elezioni, il no al referendum costituzionale di domenica scorsa produrrà a breve anche un altro effetto politico notevole: il congresso nazionale del Pd e la consequenziale scelta del futuro segretario del partito democratico. In gioco ci sarà ancora una volta lui, Matteo Renzi. Con questa sconfitta sul groppone, con i suoi mal di pancia rispetto ai pessimi risultati ottenuti dai suoi fedelissimi sparsi per l’Italia, tra cui spicca – per numeri negativi – proprio il governatore della Campania, cambieranno di sicuro anche gli equilibri interni al Pd. E in questa fase di confusione, cosa farà Vincenzo De Luca? Rimarrà accanto allo sconfitto Renzi, oppure deciderà di prenderne le distanze ed appoggiare un altro candidato? E se fosse proprio lui un papabile antagonista dell’ex premier? Il risiko è appena al primo lancio di dadi.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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