Referendum, dopo il voto le opposizioni vanno all’attacco della maggioranza

Il municipio di Salerno

La vittoria del No al referendum costituzionale sembra aver riacceso la sinistra salernitana che adesso è pronta a raccogliere il risultato del voto di domenica scorsa, soprattutto tra i giovani, per tentare di costruire un soggetto politico che sia capace di incarnare il cambiamento invocato da oltre il 60 per cento dei cittadini. A Salerno, come del resto in Campania, quello del 4 dicembre è stato un voto politico nei confronti del governatore Vincenzo De Luca e del sistema creato nella sua città che, dall’elezione di Vincenzo Napoli, sembra che abbia cominciato a scricchiolare.

La maggioranza scricchiola. Adesso – sostiene il consigliere comunale di Salerno di Tutti, Giampaolo Lambiase – devono fare i conti con sé stessi. La maggioranza ha perso il controllo dell’elettorato a fronte di una campagna elettorale intensa, fatta in tutti i quartieri, spendendo anche tanti soldi, sia a livello locale che regionale. E’ sconfitta politica chiara anche per De Luca che, da quando si è insediato, ha fatto solo promesse di finanziamenti che non sono ancora arrivati”. Lambiase aveva fiutato un’aria diversa già da qualche mese. “Fin dalle prime settimane dopo il voto già si era capito che qualcosa non stava funzionando più bene. I bisogni dei cittadiniha attaccato – non sono le Luci d’Artista. Doveva essere risultato certo e scontato, ma così non è stato. E fossi in loro, farei un passo indietro”.

Il comitato per il No di Salerno

Il comitato per il No di Salerno

Ha vinto la Costituzione. Per Ferdinando Argentino, quella del No è una vittoria che non deve essere personalizzata. “Il problema non è De Luca o Renzi, ma è avere linee politiche che intercettino il malessere espresso con il voto al referendum. Tutta la fascia d’età sotto i 55 anni ha votato No. E’ un segnale che dice contro il Jobs Act e la Buona Scuola. Adesso c’è un’agenda di lavoro per la sinistra che deve essere raccolta anche a Salerno”. Lo scoglio da superare resta però la legge elettorale che così com’è sbarrerebbe la strada a molti movimenti e partiti minori. “Questo voto ci dice che si può creare un nuovo soggetto politico – ha sostenuto Argentino – ma bisogna modificare questa legge elettorale garantendo governabilità e rappresentanza”. Il primo passo a Salerno “sarà tenere aperti i comitati per il No per essere da pungolo e sostegno alle forze politiche che rifiutano il partito della Nazione”.

Un nuovo soggetto di sinistra. A Salerno il referendum è riuscito a mettere insieme tutte le forze di sinistra – Sinistra Italiana, Rifondazione, Possibile – e il mondo delle associazioni raccogliendo il sostegno di Legambiente, Cgil, Arci, Libertà e Giustizia, Avvocati per il No e Anpi. Per il referente provinciale dell’associazione dei partigiani, Luigi Giannattasio, il voto di domenica ha rappresentato “la vittoria del popolo italiano che ha deciso che questa Costituzione resta. Un risultato surreale che adesso ci impone responsabilità per affrontare un periodo di grandi emergenze per il Paese”. Il 12 dicembre all’Università La Sapienza di Roma ci sarà un incontro promosso dal comitato nazionale per il No per discutere una proposta di legge elettorale alternativa all’Italicum. “La vittoria del No – ha scritto in un messaggio l’avvocato Giuseppe Cacciatore della rete degli Avvocati per il No – rappresenta la protesta dei ceti medi oltre che a difendere la nostra Costituzione”. L’ipotesi di un voto anticipato già a febbraio, come sostenuto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, per Cacciatore sarebbe “un modo per fare speculazione. Prima si modifica la legge elettorale e poi si va al voto”.

Sconfitto il voto clientelare. E’ stato spazzato via il voto clientelare che puzzava di fritture e ha vinto il voto libero”. Anche il consigliere comunale di Giovani Salernitani, Dante Santoro, ha commentato il voto di domenica scorsa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città. “Il segnale importante – ha detto – è quello che arriva dai giovani, che hanno detto no alle logiche clientelari. Con questo voto si è dato uno schiaffo a questa amministrazione e a chi pensava di poter portare la gente a votare con i diktat. Con il comitato civico “Ma anche No” abbiamo girato per la provincia e abbiamo portato tantissima gente all’iniziativa con Luigi de Magistris. Ma soprattutto abbiamo costruito una rete di cittadini liberi che hanno dimostrato che si può fare politica senza tornaconto”.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *