Fonderie Pisano, la proprietà: “Resteremo a Fratte finchè necessario”

Le Fonderie Pisano a Salerno

“Siamo determinati a continuare la produzione nell’attuale sito di Fratte solo per il tempo necessario per consentire l’individuazione di un nuovo sito e la relativa costruzione di un nuovo stabilimento”. La famiglia Pisano, proprietaria delle Fonderie di Salerno, attraverso l’ingegnere Mario Pisano, ha annunciato la posizione ufficiale dell’azienda all’indomani del dissequestro – dopo sei mesi – dello stabilimento di Fratte da parte del Tribunale del Riesame di Salerno.

Il dispositivo del Tribunale – Il provvedimento – ha sostenuto Pisano in una nota – conferma la validità delle tesi sempre sostenute dalle “Fonderie Pisano & C. SpA” nel corso di questi ultimi mesi. L’oggettività dei dati rilevati dall’Arpac – su disposizione degli inquirenti – e gli interventi strutturali da noi messi in campo rappresentano il riferimento centrale per ribadire la piena rispondenza dell’impianto produttivo dello stabilimento di Fratte/Via dei Greci alla normativa vigente. Va, altresì, evidenziata la riconosciuta legittimità delle autorizzazioni ambientali (AIA) relative all’attività della Fonderia. Si tratta, quindi, di elementi di sostanziale rilevanza di cui il Tribunale del Riesame ha ritenuto di dovere tenere conto“.

“Fiducia nella magistratura” – “La proprietà delle “Fonderie Pisano & C. SpA” – ribadisce il presidente delle Fonderie  – come del resto ha sempre fatto anche nei momenti nei quali è stata destinataria di provvedimenti ostativi – la piena fiducia nell’operato della magistratura, nei cui confronti si coglie l’occasione per confermare rispetto e deferenza“.

Ripresa delle attività all’80 per cento – Dal punto di vista più strettamente operativo, ha spiegato, “si è già al lavoro per procedere in tempi strettissimi al riavvio delle attività produttive dopo il periodo di fermo forzato. Anche in questo caso non cambia la linea dell’azienda: sempre pronti e disponibili ad accogliere indicazioni tese a garantire il disagio più contenuto possibile per la popolazione residente, con la conferma della riduzione volontaria della produzione all’ottanta per cento della capacità produttiva“.

Traffico e caos Cotoniere – Per l’ingegnere Pisano “il monitoraggio costante delle emissioni resta uno dei punti fondamentali dell’atteggiamento dell’azienda rispetto al territorio circostante, anche in considerazione dell’intervenuto avvio delle attività di un centro commerciale nelle vicinanze delle Fonderie con un aumento consistente – e per molti versi incontrollato – del traffico veicolare sia lungo la Via dei Greci che sul raccordo Salerno/Avellino“.

Obiettivo delocalizzazione – La famiglia Pisano ha colto l’occasione anche per fare chiarezza sulle notizie circolate negli ultimi giorni in merito ai siti alternativi individuati per la delocalizzazione della produzione industriale. “E’ bene ribadire – ha sottolineato Mario Pisano – che il nostro obiettivo primario rimane quello di non deprivare il territorio salernitano di un’azienda sana ed in grado di garantire reddito ed occupazione a centinaia di addetti diretti ed indiretti. Siamo determinati – ha poi concluso – a continuare la produzione nell’attuale sito di Fratte solo per il tempo necessario per consentire l’individuazione di un nuovo sito e la relativa costruzione di un nuovo stabilimento. Continuano le riunioni con il livello istituzionale regionale di programmazione territoriale e con il Ministero dello Sviluppo Economico allo scopo di localizzare un’area condivisa ed idonea alla realizzazione della nuova fonderia che – ribadiamo – sarà la più moderna in Europa ed avrà un impatto ambientale molto al di sotto dei limiti di legge nazionali e comunitari”.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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