Edilizia in crisi a Salerno. La Feneal Uil: “Ditte ferme e opere al palo”

Nel 2016 in provincia di Salerno sono state 731 le imprese che hanno dichiarato di aver momentaneamente sospeso le loro attività mentre 17 sono state le cessazioni totali. Numeri che per la segreteria provinciale della Feneal Uil di Salerno certificano se non la crisi, lo stallo del settore. “I dati della Cassa Edile – dice Patrizia Spinelli, segretaria provinciale della Feneal Uil – parlano chiaro. Se si considera che complessivamente le imprese iscritte alla Cassa Edile nella nostra provincia sono 3.125, siamo di fronte ad un trend che supera il 20 per cento e che conferisce particolare gravità alle dinamiche occupazionali del comparto”.

Le ragioni della crisi – La riduzione delle commesse ha spinto molte micro e piccole imprese edili a chiedere la sospensione del prelievo contributivo ai fini del Durc, il documento unico sulla regolarità contributiva. “In pratica – spiega la Spinelli – hanno scelto di mettersi in stand by. Una decisione che conferma la condizione di grave difficoltà nella quale si dibattono da anni con conseguenze facilmente immaginabili sui livelli occupazionali”.

Lo scenario per il 2017 – E il futuro non si prospetta roseo. “Secondo i dati del Cresme (il centro di ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia) – sottolinea la segretaria della Feneal Uil – le opere bandite in Campania tra gennaio e agosto sono diminuite, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 40,5 e del 25,6 per cento, rispettivamente, in numero e in valore. Ne consegue che il comparto risentirà nei prossimi mesi del forte calo dei bandi di opere pubbliche, che fa seguito alla crescita sostenuta osservata nel 2015, ma soltanto grazie all’accelerazione della spesa per non perdere i fondi Ue del ciclo di programmazione 2007/2013”.

L’appello a Comune e Provincia  – Un settore che rischia praticamente di collassare se non ci sarà una svolta. Un appello la Feneal lo rivolge al Comune e alla Provincia di Salerno, dove sono in ballo numerose opere pubbliche da diversi milioni di euro che se riprendessero potrebbe far ripartire tutto il comparto e le imprese dell’indotto. Per il sindacato i due enti “sono chiamati a dare un segnale di attenzione operativa: occorre convocare al più presto un tavolo tecnico con organizzazioni sindacali ed associazioni di categoria per avviare una ragionata ricognizione di bandi, progetti e cantieri attivabili nell’immediato”.

Il pubblico, infatti, è l’unico che in questo momento può salvare queste migliaia di imprese, spesso a conduzione familiare, che si sono viste chiudere le porte anche dalle banche che hanno chiuso i rubinetti del credito perché considerano il mercato del mattone molto rischioso. Il quadro, insomma, è davvero a tinte fosche. Di qui l’appello alla politica. “Non possiamo pensare di affrontare i prossimi mesi in queste condizioni. I tempi di attraversamento burocratico delle progettualità già individuate e finanziate – sostiene la Spinelli – sono inconcepibili e l’attesa intercorrente tra stanziamento dei fondi, esecutività dei progetti ed avvio dei lavori si trasforma quasi sempre in un calvario inspiegabile”.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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