Pd, Renzi scarica Vincenzo De Luca e “chiude la porta” al figlio Piero

Renzi e De Luca

Resa dei conti doveva essere. E resa dei conti è stata. L’assemblea nazionale del partito democratico, tenutasi domenica a Roma, ha prodotto diversi risultati in termini politici. Ma alcuni di essi sono quasi passati sotto traccia, messi all’angolo dalle dichiarazioni dell’ex premier Matteo Renzi. Con un congresso del Pd che si allontana sempre più – per volontà ferrea dello stesso Renzi – e con le elezioni politiche sempre più vicine (con un occhio alla pronuncia della Consulta sull’Italicum, prevista a fine gennaio), il gelo diplomatico tra il segretario nazionale dei democrat e il governatore della Campania ha “raffreddato” un po’ tutti.

Notabili e prestazioni senza prova d’appello. La rottura era nell’aria ed il referendum è stata la scintilla che ha scatenato l’incendio. Dopo aver incassato una batosta senza sconti dalla “sua” Campania, De Luca ha subito riunito i suoi, preannunciando una posizione di attesa rispetto all’immediato futuro. Così come Renzi, dopo la delusione dei dati elettorali provenienti dal Sud Italia, ha immediatamente preso le distanze dai suoi capisaldi politici nel Mezzogiorno che hanno “tradito” le sue aspettative. Notabili che non hanno lavorato bene, ha confermato Renzi all’assise plenaria del partito. Notabili che al Sud hanno un solo nome e cognome: Vincenzo De Luca.

Senza congresso, nemmeno un dazio da pagare. Renzi dal canto suo ha potuto affondare il coltello nella piaga, anche perchè ha rimandato sine die il congresso del Pd. Con le minoranze del partito nell’angolino, l’ex premier ha puntato a rafforzare la sua posizione di leadership, mettendo in naftalina il congresso ed evitando – così facendo – di dover tornare a bussare a Palazzo Santa Lucia per raccogliere consensi trasversali ed una cospicua fase di tesseramento.

Nessun incarico per il figlio Piero. A confermare – semami ve ne fosse ancora bisogno – il clima glaciale tra De Luca senior e il rottamatore è l’indiscrezione proveniente direttamente dal Nazareno. Secondo i bene informati, prima ancora della relazione di Renzi all’assemblea, pare che il figlio del governatore abbia avvicinato il “cerchio magico” di Renzi per portare il suo saluto personale e mantenere buoni rapporti, almeno formalmente. L’intento era comunque quello di mettersi a disposizione dell’ex premier nel caso in cui si liberasse un incarico nel nuovo esecutivo targato Gentiloni, magari come sottosegretario. La risposta, come nelle previsioni, è stata picche. E così anche la sua paventata candidatura alle prossime elezioni politiche rallenta notevolmente il suo percorso interno al Pd.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

3 Comments

  1. Mimmo Ventura scrive:

    Finalmente anche Renzi se ne accorto. Non è che mi sia simpatico ma De Luca proprio non lo sopporto per la sua protervia

  2. disilluso scrive:

    A Napoli si dice: scarta frusc e pigl premera – tradotto significa : è uno migliore dell’altro -. Da che gente siamo governati, gente che non sa che potere è funzione e servizio e non sopraffazione schiavitù etc..

  3. disilluso scrive:

    C’è poco da scegliere: uno vale l’altro, non hanno capito che potere significa funzione servizio e non altro.

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