Regione Campania, scontro sui vitalizi. Oggi in consiglio la legge di Stabilità

L'aula del consiglio regionale della Campania

L'aula del consiglio regionale della Campania

Tempo di bilanci economici per la Regione Campania. Dopo averli approvati in giunta, approdano oggi in consiglio regionale il rendiconto di gestione del 2015, il bilancio di previsione triennale e la legge di Stabilità per il 2017. Dalle 11 dunque partirà la discussione in Aula per una seduta che sarà “ad oltranza” come annunciato dalla presidente del Consiglio regionale, Rosa d’Amelio, e che si preannuncia infuocata. Le opposizioni annunciano battaglia sui contenuti del maxi-emendamento che il Partito Democratico, approvato dalla commissione Bilancio, che in sostanza andrà a costituire l’ossatura del provvedimento.

Battaglia sui vitalizi – A far discutere è infatti la norma che prevede la cancellazione dei vitalizi per chi è stato eletto in questa legislatura, mantenendola invece ai riconfermati e dando una “pensione” ai nuovi eletti. Un regalo di Natale nascosto dietro richiamidi legge e formule che in soldoni dico questo: ai consiglieri regionali dell’attuale legislatura andrà una pensione di 2.500 euro versando di tasca propria poco meno di 700 euro. Tutto in virtù dell’articolo 5 della correzione alla legge di stabilità che prevede di adeguare il sistema previdenziale consiliare a quello contributivo della Camera dei deputati e non più a quello dell’Inps, come invece avrebbe dovuto essere. Ciò significa che per incassare l’assegno, i consiglieri regionali dovranno rinunciare solo all’otto per cento dell’attuale imponibile dell’indennità di funzione, mentre il resto sarà a carico delle casse pubbliche per un costo che, si stima, possa essere a fine legislatura di circa 5 milioni di euro che peseranno sul bilancio del Consiglio regionale.

Grillini contro la “Casta” – Chi darà certamente battaglia è il Movimento 5 Stelle, i cui consiglieri regionali hanno rinunciato volontariamente a parte dell’indennità mettendola a disposizione delle micro-imprese o delle popolazioni colpite da alluvioni, come successo nel 2015 in provincia di Benevento. A ricordarlo è il vice Presidente della Camera dei Deputati, Luigi di Maio, che in un post su Facebook attacca il governatore Vincenzo De Luca. “Non erano bastate le fritture di pesce offerte dal governatore della Campania, De Luca. Adesso il PD – ha scritto Di Maio – cerca di introdurre delle vere e proprie pensioni per i consiglieri regionali in Campania: 2500  euro, di cui 1800 a carico delle case pubbliche. La pensione andrà a sommarsi ai vitalizi o doppi vitalizi dei consiglieri regionali che hanno maturato questo privilegio

Il post di Luigi Di Maio.

Il post di Luigi Di Maio

Durissima anche la consigliera regionale Valeria Ciarambino, che sempre su Facebook pubblica anche l’articolo del maxi-emendamento approvato dalla commissione presieduta dal consigliere regionale del Pd, Franco Picarone, salernitano, ex assessore al Comune di Salerno con Vincenzo De Luca. “De Luca e la sua maggioranza portano in Consiglio regionale la legge di stabilità della casta, con la complicità del centrodestra. Scompaiono gli articoli che penalizzano i consiglieri assenteisti, gli stipendi dei direttori generali della sanità nominati direttamente da De Luca saranno aumentati del 20%. Ma il peggio arriva all’articolo 5: non solo vengono respinti tutti gli emendamenti del M5S per tagliare i vitalizi già maturati, ma si arriva ad introdurre un nuovo “vitalizio contributivo”. Basteranno cioè solo 4 anni e mezzo di consiliatura per maturare il diritto a percepire la pensione, alla faccia di tutte le persone normali che devono faticare una vita intera per pensioni da fame. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica in Consiglio regionale della Campania che ha denunciato questa schifezza e in aula faremo battaglia coi nostri emendamenti per indurre De Luca e la sua maggioranza a cancellare l’articolo pro-casta”. Gli emendamenti che i 5 Stelle presenteranno saranno 142. Ad annunciarlo è stato il consigliere regionale  Gennaro Saiello, componente della Commissione Bilancio che annuncia: “Come sempre il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle – ha spiegato – vuole fornire un contributo per migliorare una legge che per noi, così com’è, resta pensata solo per tutelare interessi particolari e privilegi di pochi”.

Il post di Valeria Ciarambino

Il post di Valeria Ciarambino

Il chiarimento della Regione: “I vitalizi passato non si possono toccare” – Nel tentativo di placare le polemiche la giunta De Luca ha diffuso una nota di chiarimento per spiegare la differenza tra vitalizi e pensioni.  “La materia previdenziale è complessa. La pensione contributiva si costruisce con un contributo a carico del lavoratore ed un contributo a carico del datore di lavoro che nella somma superano di poco il 30% della retribuzione imponibile. Questo 30% si ripartisce sommariamente per 1/3 circa a carico del lavoratore e 2/3 a carico del datore di lavoro. Questo grosso modo il sistema nel pubblico e nel privato. Alla scadenza prevista (variabile nei vari sistemi pubblici e privati) matura una prestazione previdenziale commisurata alla durata e all’entità dei contributi versati. Diversamente dal sistema retributivo o al regime dei vitalizi in cui la prestazione è indipendente dai contributi versati”. 

Non c’è bisogno di aggiungere, quindi, che la pensione contributiva è profondamente diversa dal vitalizio.Si ricorda che il Consiglio Regionale già con legge del 27 gennaio 2012, all’art. 52 comma 9, nel sopprimere il vitalizio a decorrere dalla decima legislatura, aveva stabilito l’introduzione del sistema contributivo per i consiglieri eletti nella medesima legislatura, con decorrenza dal 60esimo anno di età e con sistema di calcolo vigente per i dipendenti pubblici sul modello Inpdap. Medesima misura era stata stabilita dalla legge di stabilità per il 2016 con provvedimento da adottarsi dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.

La norma in corso di discussione e approvazione sulla legge di stabilità per il 2017 non introduce quindi nessuna novità al riguardo. Il vitalizio resta soppresso e i consiglieri eletti da questa legislatura non avranno alcun appannaggio a tale titolo. Restano i vitalizi per i consiglieri eletti nelle precedenti legislature. Ma questa è materia già trattata dalla Corte Costituzionale che li ha considerati diritti quesiti ed in quanto tali intangibili.

La norma in discussione presentata, tiene conto degli emendamenti presentati anche dall’opposizione e della normativa regionale precedente e delle previsioni vigenti in altre regioni. Essa definisce solo il riferimento al sistema di calcolo stabilendo le aliquote contributive. Con il provvedimento approvato in Commissione, inoltre, si è stabilito che la prestazione matura al 65 anno di età e non al 60esimo come era previsto dalla legge 1 del 2012.

Quanto agli assessori va rilevato che l’estensione ai medesimi era già vigente, come da legge regionale del 2005.Infine va soggiunto che per il sol fatto di aver stabilito l’introduzione del sistema contributivo nella precedente legge regionale 1 del 2012, il direttore centrale dell’Inps, con risposta a mezzo PEC ad interpello del 20 luglio 2016 ha chiarito che i versamenti a carico del consigliere neoeletto sono dovuti ed irrevocabili, perché non rileva la mancata applicazione della norma, che, per l’appunto, con questa legge in discussione, potrà essere attuata”.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *