Qualità della PA: Sud ultimo in Europa

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I ritardi e la scarsa qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione costano al sistema Italia circa 30 miliardi l’anno di mancata crescita. A richiamare l’attenzione sul costo dell’inefficienza è la Cgia di Mestre che, intrecciando i dati di uno studio redatto del Fmi e di una ricerca promossa dalla Ue sulla qualità della pubblica amministrazione degli stati membri, traccia un quadro preoccupante della situazione italiana. E se a livello europeo la pubblica amministrazione italiana si colloca solo al 17° posto su ventitré paesi esaminati, il quadro è ancora peggiore se si passa ad un esame su base regionale. Anche in questo settore il divario tra le Regioni del Settentrione e quelle del Mezzogiorno resta enorme. Un divario che, come detto, costa all’Italia una mancata crescita pari a due punti di Pil, pari a circa 30 miliardi di euro.

I risultati –  L’analisi che maggiormente evidenzia la disomogenea qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione italiana è quella condotta dall’Unione Europea, una ricerca che prende in esame ben 206 distretti territoriali. Ebbene, nelle ultime trenta posizioni della graduatoria si trovano ben sette Regioni italiane: tutte quelle del Mezzogiorno. Il risultato peggiore in assoluto è quello conseguito dalla Campania: la Regione guidata da Vincenzo De Luca figura al 202° posto (su 206!) precedendo solo tre distretti turchi ed uno bulgaro. Non va meglio alle altre regioni del Sud: la Calabria è al 193° posto, il Molise al 191°, la Puglia al 188°, la Sicilia al 185° ed il Lazio al 184°. Poco meglio fa la Basilicata, ferma al 182° posto, mentre la Sardegna ottiene il risultato migliore –tra i peggiori- piazzandosi al 178° posto. E se è vero che tra le migliori trenta amministrazioni pubbliche delle Regioni europee non figura nessuna di quelle italiane, resta il dato rappresentato dal fatto che sono Trento e Bolzano –rispettivamente al 36° ed al 39° posto- le prime amministrazioni del Belpaese a figurare in questa classifica dedicata alla qualità ed all’efficienza della Pa. Il dato emerso dalla ricerca dell’Ue evidenzia, se ancora ve ne fosse bisogno, non tanto la mancanza di eccellenze nella Pa italiana, quanto una resa media molto al di sotto di quella che si registra nei paesi europei più avanzati. “La sanità al Nord, le forze dell’ordine, molti centri di ricerca e istituti universitari italiani –dice Renato Mason, segretario della Cgia- presentano delle performance che non temono confronti. Tuttavia è necessario migliorare l’efficienza media dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, affinché siano sempre più centrali per il sostegno della crescita, perché migliorare i servizi vuol dire migliorare il prodotto delle prestazioni pubbliche e quindi l’impatto dell’attività amministrativa sullo sviluppo del Paese”.

 Riforme inefficaci – Dopo aver rielaborato i dati relativi alla ricerca promossa dalla Ue e lo studio del Fmi, dalla Cgia arriva anche una valutazione sull’impatto che hanno avuto io tentativi di riforma della Pubblica Amministrazione messi in campo in questi ultimi anni in Italia. “Dagli inizi degli anni ’90 ad oggi –dice Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi della Cgia- sono state ben diciotto le riforme che hanno interessato la nostra Pa. Sebbene le aspettative fossero molte, in tutti questi anni i risultati ottenuti sono stati deludenti. In molti settori la qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese è diminuita e nonostante l’avvento del web ci permetta di scaricare molti documenti dal computer di casa, le code agli sportelli, ad esempio, sono aumentate. L’Istat denuncia che, rispetto al 2015, dopo venti minuti di attesa presso gli uffici comunali dell’anagrafe, oggi la fila si è idealmente allungata di undici persone e agli sportelli delle Asl addirittura di diciotto”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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