Scafati, petardo contro Ferro 3.0. L’Arci al Comune: “Non voltate le spalle”

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Il 21 dicembre scorso abbiamo lanciato sul nostro sito un’iniziativa per raccogliere idee sul futuro della città di Scafati, dove recentemente si è insediato un commissario prefettizio che dovrà traghettare verso nuove elezioni. A raccogliere subito l’invito era stata Raffaella Casciello del collettivo Act, che aveva lanciato l’appello “a fare presto” per risollevare Scafati dalla sua palude investendo soprattutto nella cultura. La risposta, negativa, è stato il grosso petardo che l’altra sera è stato lanciato contro la sede del circolo Arci Ferro 3.0 in via Chiesa Madre. Un atto vile che i volontari del circolo che, tra le varie attività, svolge quella onorevole di praticare la reale “coesione sociale” in una zona complicata della città, hanno immediatamente denunciato e condannato con un lungo appello alla società civile che noi condividiamo e rilanciamo.

Il petardo esploso contro la sede di Ferro 3.0 a Scafati. (fonte Facebook_Ferro 3.0)

Il petardo esploso contro la sede di Ferro 3.0 a Scafati. (fonte Facebook_Ferro 3.0)

IL COMUNICATO DEL CIRCOLO ARCI FERRO 3.0 DI SCAFATI

Il premio Nobel per la pace , la ventenne Malala Yousafzai, sostiene che un bambino, un libro, una penna e un insegnante possano cambiare il mondo.

Noi del Ferro 3 ne abbiamo fatto un mantra ed è il pensiero comune emerso anche stasera quando abbiamo trovato l’ingresso del nostro circolo, distrutto dallo scoppio di un petardo gettato all’ interno dei nostri locali.

C’è un problema sicurezza in città che per noi si declina in un solo modo, investire nelle politiche sociali e nella cultura, nella quotidiana e minuziosa attenzione verso i bisogni delle fasce deboli della popolazione.

Bisogna evitare di creare quei vuoti economici politici e sociali che da sempre le Camorre sanno colmare.
Abbiamo sentito parlare di videosorveglianza, di un aumento di risorse per la tenenza dei carabinieri e addirittura delle ronde. Riteniamo che sin quando siano questi gli unici argomenti in risposta al problema, pochi e temporanei saranno i risultati raggiunti.

Il Circolo Ferro 3 vive di volontari che spendono il proprio tempo per creare qualcosa che sia della comunità, un luogo che rimandi alla vera funzione di mutualismo ma né noi né le altre associazioni e nemmeno alcune parrocchie possono sostituire né colmare il disinteresse e la miopia dell’ istituzione competente , cioè l’assessorato alle Politiche Sociali e Culturali.

Viviamo circondati dall’indifferenza, alcuno stimolo viene colto, nessuna visione si fa veramente collettiva e concreta; siamo ammalati di rabbia, tutti in una gabbia dorata ad assistere inermi a questa guerra tra poveri.
Abbiamo messo nuove radici qui , in Piazza per vivere, cogliere e trasformare tutto questo vuoto in nuove possibilità e occasioni per tutti.

Facciamo un appello, una richiesta che ha il suono di una preghiera, alla nostra comunità, ai cittadini, al Commissario Saladino e a chiunque voglia aiutarci: non voltate più lo sguardo, mettiamo in pratica, ognuno nei propri luoghi di vita e di lavoro, quello che Malala ci ha insegnato:
Un bambino, una penna, un libro e un insegnante cambieranno il mondo.

Il Circolo Arci Ferro 3 .0

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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