Avvisi di garanzia: il codice di Grillo spacca la base. E fa parlare De Luca

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Il nuovo codice etico del Movimento 5 Stelle, che sancisce la “svolta garantista” dei grillini sugli avvisi di garanzia nei confronti degli amministratori pentastellati eletti ad ogni livello fa discutere e spaccare la base. Anche in Campania. Anche a Salerno. E nella discussione entra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che con una nota ufficiale lancia un messaggio ve

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

Vincenzo De Luca, governatore della Campania

lato all’opposizione grillina in consiglio regionale, che nelle scorse settimane lo ha duramente attaccato per i suoi comportamenti e per le indagini che si sono aperte nei suoi confronti, alle quali hanno contribuito anche gli esposti presentati dai consiglieri regionali del Movimento.

De Luca: “Fiducia nella magistratura” – “La discussione apertasi nel Movimento Cinque Stelle in relazione al rapporto tra giustizia e responsabilità istituzionali – sostiene De Luca – può rappresentare una occasione per sottrarre le vicende giudiziarie al gioco della strumentalizzazione politica continua, di vario segno. E’ un’occasione – sottolinea – per acquisire un più generale clima di serenità nella vita pubblica del nostro Paese, seguendo anche l’invito autorevole del Presidente Mattarella”. De Luca rinnova “il rispetto e la gratitudine dei cittadini onesti nei confronti dell’autorità giudiziaria” e ricorda come proprio sotto la sua guida in Regione Campania sia stato sottoscritto “un protocollo di collaborazione con l’Anac”, l’Autorità Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone.

Ma la base grillina è spaccata – Ma è nella base grillina che si registrano le posizioni più chiare e nette nei confronti del nuovo regolamento messo ai voti online, da ieri, sul blog da Beppe Grillo, che in pratica deciderà caso per caso i provvedimenti da assumere nei confronti di chi si ritroverà a ricevere un avviso d’indagine nei suoi confronti. Per l’avvocato Oreste Agosto, fondatore del meetup Jean Jacques Rousseau, si tratta di “un ottimo regolamento che condivido e voto. Ogni caso va valutato e non ci possono essere decisioni automatiche. Da avvocato – dice – sono garantista. E sul caso degli avvisi di garanzia penso che il

Oreste Agosto

Oreste Agosto

Movimento abbia sbagliato con il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti”. Agosto, che con il suo meetup aveva proposto mesi fa una proposta di modifica del Non Statuto, ora però chiede che il M5S passasse anche alla fase della “selezione della classe dirigente, che rappresenta ancora il limite del movimento. Onestà e lealtà sono delle pre-condizioni essenziali per fare politica ma servono anche altre qualità come competenza e meritocrazia”. Voterà, ma non dice come, Francesco Virtuoso, che però giudica positivamente il testo del nuovo codice etico. “Penso che sia un importante passo in avanti del Movimento. Fa benissimo Grillo a regolamentare delle procedure con l’ausilio di pochi strumenti trasparenti ed efficaci, soprattutto quando si tratta di intervenire su questioni che traggono origine da atteggiamenti assolutamente personali ma che rischiano di “prestare il fianco” a quella parte giornalistica asservita al potere dei partiti. Da quando il nostro Movimento è entrato nelle Istituzioni si sprecano fiumi d’inchiostro per questioni assolutamente irrilevanti volte esclusivamente alla denigrazione, approfittando di ciò per evitare di parlare dei danni che la classe politica di destra e di sinistra continua a fare a questo Paese ed ai suo cittadini”.

Il fronte critico – Ha votato no “senza mutare la sua posizione nei confronti del M5S”. Davide Gatto, che sostiene come “una serie di piccoli articoli fatti a caso non siano un codice etico. I temi – osserva – sono importanti e il testo non mi convince. Per questo motivo aspetto un testo più completo che tratti tutta la problematica senza badare alle cose accadute negli ultimi mesi”. Non ha invece votato un’altra attivista salernitana, Anna Nisivoccia, che ha motivato la sua astensione accusando il Movimento di “commettere da anni l’errore di una gestione casuale delle sue dinamiche interne. Votare così come ci viene chiesto di fare – dice – non equivale ad una vera e propria partecipazione. Per questo stavolta mi rifiuto di votare”.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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