Renzi prepara il “rimpasto” nel Pd: fuori i notabili De Luca e Emiliano?

Matteo Renzi con il governatore campano De Luca

Una pausa, certo. Ma non troppo. Dopo aver lasciato Palazzo Chigi ed essersi dedicato alla famiglia lungo il ponte natalizio, l’ex premier Matteo Renzi pianifica il ritorno sulla scena politica nazionale. E stavolta “dovrà” farlo passando per le elezioni. Lui – però – non si scompone più di tanto. Anzi, sembra molto interessato affinchè questa tornata elettorale si svolga quanto prima. Con annessi e connessi, tradotto dal “renzese”… con epurazioni e ingressi di facce nuove.

Il summit di metà gennaio con il “ghost writer” Tommaso Nannicini. Le urne – al netto delle fantasie dei sondaggi – non saranno una passeggiata di salute per il rottamatore fiorentino. Dovrà fare i conti con numerosi nemici e non solo dentro al Pd. Già, il fuoco amico del partito democratico sarà il primo ostacolo da superare. E per farlo e per convincere gli italiani a dargli la fiducia, Renzi ha chiamato alla sua corte anche l’economista ed ex sottosegretario di Stato Tommaso Nannicini. Il futuro programma politico del Pd – ergo Renzi – sarà scritto a 4 mani. Un programma politico che però da solo non basterà. Infatti l’ex premier affiancherà allo “strumento” programmatico anche un’attenta analisi dei movimenti e delle dinamiche interne al Pd. In soldoni, per decidere chi resta e chi viene mandato a casa.

I casi di Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. Gli strascichi della sconfitta al referendum costituzionale di dicembre non sono ancora sotterrati. Anzi, continuano a produrre effetti. E ne produrranno a breve e medio termine. In primis, Renzi sta decidendo insieme al suo staff personale ed ai suoi “fedelissimi” il metodo con il quale provvedere a “svecchiare” il partito ed a renderlo più “appetibile” a quell’elettorato giovane, da sempre contrario all’estabilishment ed ai poteri forti e in questi mesi molto più attratto dal voto “ribelle” per i 5 Stelle. Sulla brace, a fuoco lento, stanno cuocendo due casi spinosi: quelli di Vincenzo De Luca e Michele Emiliano. I due governatori meridionali, “portatori sani” della cosiddetta politica del fare, sono incappati in due sonori ceffoni in occasione dell’ultima consultazione elettorale. E questa cosa, Renzi se l’è legata al dito. Tutto lascia pensare che la posizione dei due presidenti di regione sia borderline, molto più vicina ad una epurazione che ad una riconferma a squilli di tromba. Epurazione che comunque – se ci sarà – viaggerà sottoforma di scortesie, amnesie e piccoli sotterfugi, tipici della gestione politica imposta da Renzi nel Pd.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *