Basilicata, il M5S attacca il piano di gestione dei rifiuti: “Vigileremo”

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La Regione Basilicata alle prese con il ddl sui rifiuti, varato dalla giunta Pittella alla fine dell’anno, e le proteste dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.  “Tra i tanti provvedimenti che, in fretta e furia, la Giunta Pittella ha sfornato nelle ultime ore del 2016 si annovera anche il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr). A complicare ulteriormente le cose, l’assessore Pietrantuono ha accompagnato il Prgr con un ‘maxi’ disegno di legge di oltre 70 articoli, documento che contiene aspetti delicatissimi che meritavano adeguato approfondimento: fortunatamente la discussione del Ddl, anche a seguito della presentazione di venti nostri emendamenti e di una nostra richiesta, è stata posticipata“. E’ quanto sottolineano i consiglieri regionali del M5s, Gianni Leggieri e Gianni Perrino – in una nota apparsa sul sito ufficiale della Regione Basilicata – che aggiungono: “Avevamo già preannunciato massima allerta sul Prgr e sul Ddl, considerate anche alcune storture introdotte nello stesso Prgr dalle osservazioni presentate da aziende private e, soprattutto, da una politica molto ambigua che strizza l’occhio a scenari incompatibili con la strategia c.d. “Rifiuti Zero 2020”.

L’accusa degli esponenti pentastellati.La minaccia più grande – proseguono i consiglieri del M5s – era senz’altro rappresentata dalle abnormi previsioni di produzione del c.d. “Css” (combustibile solido secondario, nient’altro che rifiuti indifferenziati, triturati e raccolti in ballette), alimento principale per gli impianti di incenerimento e co-incenerimento (pensiamo ai cementifici di Matera e Barile). Le nostre proposte di eliminazione del Css e di un progressivo abbandono della via dell’incenerimento sono, tuttavia, state bocciate. Siamo riusciti, invece, a far approvare tre emendamenti in Commissione e due in Aula che introducono nel Prgr: il ricorso ad impianti assimilabili alle cosiddette ‘fabbriche dei materiali’ e una previsione di residuale utilizzo e produzione del Css; alcuni paletti riguardanti i criteri di localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti quali il criterio escludente per le aree sottoposte al cosiddetto ‘vincolo paesaggistico’ (grazie al quale appare scongiurata la minaccia di realizzazione di un mega-impianto di compostaggio da costruire nella valle del Bradano); il criterio diventa escludente anche per altre tipologie di aree di particolare pregio ambientale; infine, vengono introdotti il vincolo al cosiddetto ‘piano di tutela delle acque’ (non ancora approvato), del quale si dovrà tenere conto per l’eventuale localizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti e l’inserimento dei pozzi minerari non produttivi nei siti di rilevanza media, anziché bassa, poiché non esiste nessun supporto informativo ufficiale che ne attesti l’idonea chiusura mineraria. Approvati dall’Aula anche due nostri ordini del giorno: con il primo si impegna la Giunta ad attivarsi, in sinergia con il ministero dell’Ambiente o altri ministeri individuati competenti, ad intervenire in sede europea per stabilire un codice Cer (Catalogo Europeo dei Rifiuti) specifico per le acque di strato/scarto/processo o formazione derivanti dalle attività minerarie. Il secondo impegna la Giunta a realizzare in tempi brevi un sistema di monitoraggio dei flussi di rifiuti sanitari radioattivi all’interno del suolo regionale, nonché l’installazione di contatori di flusso in ingresso ed in uscita ai centri di trattamento reflui, utilizzando piattaforme digitali non accessibili al controllato (principio della “scatola nera”)”.

 

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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