Caos provinciali 2017: riunione con De Luca, pronto il “repulisti”?

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Senza tregua. Stavolta il conto da pagare – per i ribelli deluchiani – sarà salato. Molto salato. Come anticipato da Più Mezzogiorno, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca è pronto ad una caccia alle streghe senza precedenti. Si tratta – a conti fatti – della prima vera “rivolta” politica contro una indicazione elettorale ben precisa. Al netto di come è andato a finire il referendum costituzionale di dicembre scorso, dove hanno influito diversi fattori e non solo la superficialità con la quale è stata condotta la campagna referendaria, questa delle provinciali 2017 passerà alla storia come un’autentica insurrezione. Contro chi? Facile a capirlo.

Sette sono i traditori finiti sulla graticola. L’analisi del dato elettorale è molto semplice. Dai 26 consiglieri comunali che compongono la maggioranza a Palazzo di Città di Salerno, sono innanzitutto da depennare coloro i quali per esigenze di partito, hanno chiaramente espresso prima del voto, la propria indicazione elettorale. Parliamo – quindi – dei due esponenti di Davvero Verdi (Peppe Ventura e Carbonaro), dei due rappresentanti della lista Moderati per Salerno (Stasi e Gallo) e dei tre esponenti del partito socialista (Natella, Mondany e Ottobrino). E così scendiamo a quota 19. Ora occorre togliere dal novero dei “traditori” anche Antonio D’Alessio di Campania Libera che con la sua area politica di riferimento aveva espressamente sottolineato allo stesso Napoli come si sarebbe comportato alle urne. E siamo a 18. Visto che il sindaco di Salerno ha raccolto 11 (più il suo personale), ci sono altri 7 nomi da individuare. Articoli di giornale alla mano, in Campania Libera si sono avuti i “distinguo” politici – emersi nel corso dei primi sei mesi della consiliatura – di Paki Memoli, Corrado Naddeo e Felice Santoro, come nella lista Salerno per i Giovani si sono registrate le lamentele di Horace Di Carlo (all’atto della scelta degli assessori) e di Donato Pessolano (al momento della composizione delle commissioni e della indicazione delle relative presidenze). C’è poi il listone dei fedelissimi, quello dei Progressisti, da cui devono necessariamente provenire gli altri “ribelli”. E non si possono dimenticare – ad onor del vero – le proteste vibranti di Mimmo Ventura sul caso delle licenze ai venditori di castagne, dei malumori di Rocco Gadi (ai tempi della scelta dei presidenti di commissione) e delle scintille del duo Antonio Fiore – Rosa Scannapieco, sempre in merito allo stesso argomento. Tra questi – insomma – ci dovrebbero essere i “presunti innocenti” della vicenda.

Faccia a faccia con il governatore De Luca. A ore dovrebbe giungere la materiale convocazione di una riunione politica riservatissima, che il presidente della Regione Campania avrebbe già disposto su carta. Un vertice urgente con Napoli, il suo staff e tutta la maggioranza (assessori compresi) per capire come sia stata possibile una simile Caporetto politica alle provinciali, con il sindaco di Salerno dietro addirittura al vicesindaco di Torchiara Cerretani.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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