Caporetto Provinciali, il caso delle foto dei voti nelle mani di Renzi

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Non erano soltanto 3 le fotografie delle schede elettorali appena votate a girare a Palazzo di Città a Salerno. Ne sono spuntate altre due e la situazione sta praticamente sfuggendo di mano allo staff politico del sindaco Enzo Napoli, anche perchè l’eco di tale nuova impresa del fronte deluchiano in materia di elezioni – dopo la debacle al referendum costituzionale – è giunta a Roma, direttamente sul tavolo di Matteo Renzi.

Il Pd nazionale pronto a chiedere spiegazioni. Al Nazareno nessuno si è mai scomposto più di tanto, nemmeno quando le polemiche innescate da alcune dichiarazioni del governatore De Luca – finite sui media nazionali – facevano parlare e non solo gli addetti ai lavori. Stavolta è differente: le foto proibite all’interno di un seggio elettorale sono davvero troppo. Ne va la reputazione – o quel che resta – del partito. E così – dicono i bene informati – c’è già stato nella serata di ieri un intenso traffico telefonico tra Roma, Napoli e Salerno a livello di segreterie politiche, alla ricerca di spiegazioni plausibili e di rimedi da porre in essere per evitare l’ennesima figuraccia. Ma il latte è stato già versato.

Clima da guerra fredda a Palazzo Guerra. Le foto – come detto – sono diventate almeno 5. E secondo qualcuno sarebbero addirittura “più le foto che i voti per Napoli”, ironizzando sul magro risultato elettorale che ha racimolato il primo cittadino di Salerno, causa il fuoco amico dei franchi tiratori. Addirittura – dicono rumors provenienti dal Comune – alcuni consiglieri “traditori” si sarebbero accordati per scambiarsi addirittura le foto da mostrare e “dimostrare” di essere stati fedeli alle indicazioni politiche di scuderie. Ormai lo scandalo delle foto nel seggio elettorale n.2 di Palazzo Sant’Agostino è noto anche ai sassi. E tutti si guardano bene dal rilasciare dichiarazioni, tranne coloro i quali – e parliamo di 8 consiglieri – che già prima del voto avevano palesato la propria scelta elettorale. La caccia ai ribelli continua senza sosta tra messaggi riservati su Whatsapp, incontri informali al terzo piano del Comune e sguardi di cortesia.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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