Caso Nola, anche la Lorenzin difende i medici sospesi e attacca De Luca

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Il caso del pronto soccorso dell’ospedale di Nola, dove nei giorni scorsi i pazienti sono stati curati a terra per mancanza di barelle e posti letto, continua ad essere al centro del dibattito politico campano. Dopo la richiesta di licenziamento dei vertici della struttura ospedaliera da parte del presidente della Regione Vincenzo De Luca (per ora soltanto sospesi dall’Asl Napoli 3) e l’attacco del Movimento 5 Stelle che ha annunciato una task force di deputati, senatori e consiglieri regionali negli ospedali campani per verificare le condizioni in cui vengono assistiti gli utenti, ora arriva anche il commento dell’ex presidente della Regione, Stefano Caldoro, che usa toni morbidi e tenta la strada del dialogo per affrontare il problema.

Più olio di gomito e meno annunci – In un post sulla sua pagina Facebook il precedessore di De Luca si lancia in alcuni “consigli non richiesti, forse non graditi, ma spero utili al Presidente della Regione e al direttore generale”. “Non ve la prendete – scrive – con i medici e con il personale sanitario, non servono capi espiatori. Soprattutto loro sono vittime di una situazione oggettivamente difficile della nostra sanità pubblica. Si sacrificano più di altri professionisti di altre Regioni. Si deve lavorare insieme con impegno, solidarietà e continuità, con olio di gomito senza scegliere facili scorciatoie o velleitari e dannosi annunci. Bisogna coinvolgere tutti. Serietà ed impegno quotidiano per migliorare l’offerta di sanità ai nostri cittadini”.

Il vescovo di Nola, Beniamino Depalma

Il vescovo di Nola, Beniamino Depalma

Il vescovo di Nola dalla parte dei medici – A dare solidarietà ai medici del Santa Maria la Pietà è stato il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, che ieri si è recato nella struttura ospedaliera per incontrare i vertici della struttura. Nel mirino del prelato finiscono politica e istituzioni. “Sono vescovo qui da 17 anni – ha detto Depalma – e da 17 anni la politica fa le stesse promesse: reparti nuovi, personale, barelle. Poco o pochissimo è stato realizzato. Sono state necessarie immagini pubblicate sui social network per risvegliare le coscienze della politica nazionale e regionale. Tuttavia, non intendo partecipare al triste gioco della criminalizzazione dei medici di questa struttura di Pronto soccorso. Li ho visti salvare troppe vite umane per arrivare alla conclusione che sia loro la colpa delle scene che abbiamo visto. Le colpe partono dai vertici delle istituzioni e del sistema sanitario – ha aggiunto –  che non vedono le enormi difficoltà dell’ospedale di Nola nel rispondere con pochi mezzi a una platea di circa 500mila cittadini. La politica non agisca, a danno avvenuto, con soluzioni buone solo a strappare un titolo di giornale. Lavorino insieme, amministratori pubblici, manager e medici per risolvere in modo strutturale problemi che vengono rinviati sulla pelle dei cittadini e dei malati“.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

La Lorenzin difende i medici – Dopo aver inviato gli ispettori del ministero, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin difende i responsabili del pronto soccorso e dell’emergenza dell’ospedale di Nola, sospesi dall’Asl Napoli 3 dopo le richieste del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ed è proprio nei confronti di De Luca che la Lorenzin si scaglia dando la colpa di quanto accaduto alla disorganizzazione del sistema sanitario in Campania. “I medici hanno fatto io proprio dovere, non vedo che responsabilità possano avere. Qua se ci sono responsabilità sono a livello apicale, a livello di Asl e 118, del perché non funziona il territorio. La Campania – ha sottolineato – deve cambiare passo, ha tutti gli atti amministrativi fatti e ora deve solo farli attuare. Ritengo che vedere i pazienti sdraiati a terra sia il segno di un fenomeno di natura organizzativa su cui deve essere fatto un chiarimento molto serio perché nella regione Campania i piani e gli atti amministrativi sono stati fatti, le reti sono state disegnate, poi sta a chi le deve realizzare e monitorare verificare che questo sia fatto bene“.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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