Caso Nola, De Luca fa retromarcia: “Non è stata colpa dei medici”. E evita la crisi nel Pd

Foto Ansa

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Dopo 24 ore vissute pericolosamente, con attacchi politici ricevuti da più parti anche dall’interno della sua stessa maggioranza, difeso soltanto dal suo delfino Fulvio Bonavitacola, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, fa dietrofront sul “caso Nola” ritirando innanzitutto le accuse nei confronti dei medici dell’ospedale Santa Maria la Pietà – sospesi dal direttore generale dell’Asl Napoli 3, Antonietta Costantini, nominata a maggio – esprimendo “totale solidarietà e il mio apprezzamento per il lavoro eccezionale che fanno i medici e gli infermieri nelle nostre strutture”.

De Luca corregge il tiro dopo che appena ieri aveva convocato i direttori generali di tutte le Asl e gli ospedali della Campania chiedendo il licenziamento del direttore sanitario del presidio ospedaliero e dei responsabili del pronto soccorso e dell’emergenza. Lo fa con un lungo post su Facebook pubblicato in tarda serata. “La mia contestazione – ha spiegato- non è stata fatta ai medici, che hanno provato a fare l’impossibile per assistere i pazienti in quelle condizioni, ma ai responsabili della struttura, che hanno già avuto un provvedimento disciplinare. Non solo per non aver avuto la prontezza e la capacità organizzativa nel trovare soluzioni alternative per gestire l’emergenza, ma anche per non aver informato nessuno di questo problema. Noi abbiamo saputo di questa vicenda dopo 48 ore”.

Il post di Stefano Caldoro

Il post di Stefano Caldoro

La colpa dei vertici del “Santa Maria la Pietà” per l’ex sindaco di Salerno è una sola: essere stati nominati da chi lo ha preceduto. “tre dirigenti di Nola che sono stati sospesi sono il direttore sanitario del presidio contrattualizzato nel 2014, il primario di medicina d’urgenza nel 2011 e il responsabile del pronto soccorso nel 2007“. Colpa dunque di Antonio Bassolino e di Stefano Caldoro che, proprio ieri mattina aveva cercato di stemperare i toni non lanciandosi nel mare magnum delle polemiche dove, invece, si era tuffato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che con un tweet si era preso gioco di De Luca.

Il tweet di Luigi de Magistris

Il tweet di Luigi de Magistris

A difendere De Luca dalle battute del primo cittadino partenopeo era stato soltanto Bonavitacola, mentre nel Pd a “scaricarlo” c’era il capogruppo  in consiglio regionale, Mario Casillo, che con in una nota stampa si è schierato a difesa dei medici sui quali non “non possono essere scaricate unicamente le colpe al punto di sospenderne tre” invitando a cercare altrove “le concause di quanto accaduto“.

Nel mezzo poi ci sono state le parole del ministro della Salute Beatrice Lorenzin con le quali potrebbe aver definitivamente chiuso le porte alla nomina di De Luca a commissario per la Sanità. E il governatore campano, nel suo lungo post, si rivolge anche a lei passando al contrattacco. “Sono d’accordo con il Ministro Beatrice Lorenzin: la sanità campana deve voltare pagina, e il primo passo da compiere è proprio mandare a casa i commissari di Governo, che sono arrivati con sei mesi di ritardo e stanno complicando ulteriormente i nostri problemi anziché risolverli”.

Insomma alla fine De Luca di fronte ad una nuova imminente crisi all’interno della sua maggioranza, già provata dalla recente batosta referendaria, tira il freno dopo aver cercato in tutta fretta di dare una risposta da “sceriffo” all’indignazione dell’opinione pubblica di fronte alle scene dei pazienti curati a terra dai medici nel pronto soccorso dell’ospedale napoletano. Un’ennesima brutta figura per il governatore della Campania, la cui credibilità politica nell’ultimo mese è stata messa a dura prova prima dalla vittoria del No al referendum e, appena tre giorni fa, dal voto alle elezioni provinciali di Salerno dove, nonostante la grande affermazione del Partito Democratico, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, si è piazzato secondo alle spalle di un giovane e semi-sconosciuto vice sindaco del comune di Torchiara, Luca Cerretani, che grazie al supporto di un concittadino illustre, il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, – quello delle fritture –  ha fatto il pieno di voti risultando primo degli eletti.

Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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