Caso Nola, De Luca sotto il tiro della Cgil

Anche la Cgil “scarica“ il governatore campano Vincenzo De Luca sul caso dell’ospedale di Nola, dove i pazienti in Pronto Soccorso sono stati assistiti sul pavimento per la mancanza di letti e barelle. Il sindacato –che pure in occasione delle elezioni regionali non ha fatto mancare il proprio sostegno all’ex sindaco di Salerno- contesta al governatore la sospensione dei tre dirigenti dell’ospedale di Nola, definiti senza mezzi termini meri “capri espiatori”, e soprattutto un sostanziale immobilismo da parte dell’amministrazione De Luca sul tema, delicatissimo, della sanità.

L’affondo – Arriva così, forte e chiaro, il richiamo al presidente De Luca: con l’invito ad evitare “annunci e narrazioni mediatiche” e ad affrontare “con le parti sociali le modalità per superare le tante criticità della sanità al fine di migliorare il sistema e rendere realmente esigibile il diritto costituzionale alla salute”. Perché per la Cgil –al di là delle polemiche legate allo specifico episodio registratosi due giorni fa presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Nola- il vero problema con cui quotidianamente si confrontano operatori e cittadini è la mancanza di una progettualità complessiva per il sistema sanitario campano, incapace di superare la visione emergenziale imposta dalla necessità di risanamento dei conti. Necessità che si è concretizzata in una politica incentrata su tagli di posti letto, accorpamento di funzioni e blocco del turn over, ovvero la mancata sostituzione del personale medico e paramedico in uscita dal sistema sanitario regionale. L’episodio registratori a Nola, dunque, come paradigma della situazione generale. “In Campania –recita la nota della Cgil- in maniera ricorrente, ad inizio di ogni anno, si registra un episodio drammatico che evidenzia le criticità strutturali del Sistema Salute e che non è casuale, ma è il risultato di politiche sanitarie sbagliate che nel tempo hanno reso non esigibile il diritto costituzionale alla salute ed hanno mortificato il lavoro in sanità di tanti professionisti”. Di qui a parlare di fallimento delle politiche sanitarie regionali il passo è breve: “La dotazione organica di personale assegnata ai servizi di emergenza sanitaria, le barelle in dotazione ai PS, i posti in osservazione breve ed i posti letto in Medicina di Urgenza non sono mai dimensionati rispetto al numero di accessi ed al bacino di utenza, ma sono sottostimati a seguito della applicazione di decreti e/o deliberazioni che perseguono esclusivamente il contenimento dei costi con inevitabili ricadute negative sulla qualità delle cure in emergenza. I Pronto Soccorso e tutti i servizi di emergenza sono divenuti i luoghi nei quali maggiormente si manifesta il fallimento delle politiche sanitarie”.

I nodi da sciogliere – Per affrontare il disastro della sanità campana la Cgil propone al governatore De Luca una vera e propria piattaforma programmatica su cui avviare un confronto, partendo dal presupposto che quello del contenimento dei costi non può essere l’unico elemento su cui fondare la pianificazione in campo sanitario. Di qui la richiesta di superare il blocco del turn over per garantire adeguate dotazioni di personale alle strutture sanitarie, di riorganizzare la rete dell’emergenza –anche attraverso l’integrazione con le altre strutture territoriali-, di definire ruolo e funzioni dell’Ospedale del Mare e realizzare la effettiva integrazione dei Policlinici Universitari nel sistema regionale di emergenza sanitaria. Nell’elenco di priorità stilato dalla Cgil c’è, poi, un altro punto estremamente delicato: quello relativo all’accreditamento delle strutture sanitarie private. Un fenomeno da “governare” per il sindacato, al fine di “controllare le prestazioni erogate ed applicare il contratto di settore ai lavoratori al fine di evitare il “dumping” contrattuale”. Una lista di settori su cui intervenire che, per la sua perentorietà, appare più un ultimatum che un invito al dialogo. Di certo con questa presa di posizione sembra essere finita la l’intesa cordiale tra il governatore De Luca e la Cgil.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

1 Comment

  1. Pasquale ha detto:

    Vorrei dire solo una cosa al governatore: il grande male di questa regione Campania è che non si riesce a fare squadra e quella che c’è è costituita da persone poco competenti, poco attente al mondo di fuori, con interessi personali, ma la cosa più grave, poco inclini a dare buoni consigli. Caro presidente lei è puntualmente mal consigliato e con questa sanità , figlia della più becera politica che si poteva praticare un questi ultimi anni , dove si è solo pensato ai propri interessi e ad arricchirsi e basta, deve fare i conti perché è questa sanità che rappresenta il vero motore d tutta la regione, nel bene e nel male. I tagli devono essere fatti alla spesa per acquisti. C’è poi bisogno di andare avanti e iniziare una nuova programmazione che passi dalla riorganizzazione dei servizi e dal modo di dare assistenza. C’è bisogno di una nuova organizzazione del lavoro, la stessa da trent’anni, absoleta e non aggiornata con i tempi, ma questo si fa con impegno e senza esludere i lavorator dai processi di innovazione e rinnovazione, trasformazione e riconversione, processi fondamentali che passano anche da investimenti, economici, tecnologici ed umani e che hanno l’obiettivo della efficienza ed efficacia del lavoro reso. Tutto però deve essere frutto di impegno da parte di tutti i protagonisti che prendono parte al progetto. C’è bisogno di una squadra vera, che prima di tutto sappia dare consigli veri, sinceri ed utili. Presidente le mando un saluto

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