Provinciali 2017, ecco chi sono i 7 “traditori” del sindaco Enzo Napoli

Ora il quadro è perfettamente chiaro. Grazie anche al sistema elettorale delle provinciali e ad una serie di verifiche incrociate con i dati delle precedenti elezioni del 2014, il governatore della Campania Vincenzo De Luca è riuscito a risalire all’identità dei sette consiglieri comunali di maggioranza che hanno voltato le spalle all’unico candidato del Comune di Salerno, ovvero il primo cittadino Enzo Napoli. Da ieri sera, De Luca ha potuto annotare sulla sua agenda personale l’elenco dei ribelli. E accanto ad ogni nome, anche alcune note di “ambiente” che gli saranno utili per adottare gli opportuni provvedimenti.

La mappa del nuovo consiglio comunale di Salerno. Al netto di quei consiglieri (ben 8) che prima ancora della celebrazione del voto di domenica scorsa, avevano pubblicamente espresso la propria indicazione di voto (e ci riferiamo ai 3 socialisti Natella, Ottobrino e Mondany, ai due Verdi Carbonaro e Ventura jr, i due moderati Stasi e Gallo, oltre all’ex presidente del consiglio comunale D’Alessio – in quota Campania Libera) sia per esigenze dei rispettivi partiti di appartenenza, sia per il proprio essere “diversamente deluchiani”, la caccia ai traditori di Napoli si era concentrata sui restanti 18 consiglieri votanti e sugli 11 voti racimolati dal sindaco di Salerno. In questo momento, la maggioranza a Palazzo Guerra risulta spaccata in tre aree: quella dei diversamente deluchiani (anche critici e distanti, in alcune occasioni, dalle posizioni di Napoli e della sua giunta), quella dei fedelissimi del governatore e quella dei cosiddetti ribelli. In numeri i fedelissimi rimasti sono 11, i diversamente deluchiani ammontano a 8 e i “traditori” sono 7. Maggioranza dunque tutt’altro che coesa e che al primo nodo (vedi il ritorno in consiglio comunale della tanto chiacchierata variante urbanistica di Matierno) potrebbe sfaldarsi di nuovo.

L’identikit dei ribelli: ecco chi sono. Sull’agenda del governatore – riferiscono indiscrezioni provenienti da Napoli – sono annotati i nomi di 5 uomini e 2 donne. Ben 4 sono rappresentati da neo eletti in consiglio comunale, mentre 3 appartengono – per così dire – alla vecchia guardia. E andando nello specifico delle liste di appartenenza, 3 provengono dai “Progressisti”, 2 da “Campania Libera” e 2 da “Salerno per i Giovani”. Ovviamente, al terzo piano di Palazzo Guerra tutti fanno finta di nulla ed ognuno – ossequioso del politically correct – continua a professarsi fedelissimo di Napoli e di De Luca, nella speranza di cavarsela. Ma così non sarà. Il governatore della Campania ha già in mente come “raddrizzare” la gestione politica di Palazzo di Città. E le parole d’ordine saranno solo due: lacrime e sangue.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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