Pd, Matteo Renzi “blinda” le elezioni: fuori tutti i deluchiani?

Lo smarcamento del governatore della Campania Vincenzo De Luca dal partito democratico è alla fine un vero e proprio domino. Gli “effetti collaterali” della nascita di Campania Libera quale movimento politico saranno a cascata e colpiranno in maniera indifferenziata tutti (o quasi) quelli che si definiscono deluchiani. A cominciare da quelli “autoctoni”, i fedelissimi salernitani dell’ex “sindaco sceriffo”.

Il primo schiaffo: la visita napoletana di Renzi. La normale convivenza politica tra il segretario nazionale di un partito ed uno dei suoi principali punti di riferimento sul territorio regionale avrebbe imposto un incontro, anche non formale. Non si tratta di bon ton istituzionale, ma di mero interesse politico su entrambe le sponde. E invece quel “faccia a faccia” non c’è stato. O meglio, nè Renzi lo ha voluto, nè De Luca lo ha cercato. Vivere da separati sotto lo stesso tetto comporta anche questo risvolto. E così il tour partenopeo dell’ex premier ha avuto unicamente lo scopo – per Renzi – di stringere rapporti già esistenti (come nel caso di Paolo Siani, in cima alla lista per una candidatura alle politiche) e di allacciarne altri (come alcuni esponenti del mondo del volontariato napoletano), sempre in ottica elettorale. Non solo, qualcuno sussurra anche di possibili rimpasti in segreteria regionale, tutti nell’ottica anti De Luca.

L’affronto: repulisti per i deluchiani in arrivo. Altro effetto collaterale  della nascita di Campania Libera sarà la paventata esclusione dei fedelissimi del governatore da ruoli di primo piano per le prossime elezioni, che dovrebbero tenersi all’inizio del 2018. Tutto lascia pensare che per chi si professa deluchiano saranno tempi assai duri. La situazione potrebbe addirittura peggiorare nei prossimi giorni qualora il neo premier Paolo Gentiloni accogliesse la richiesta del governatore della Campania di puntare al progetto di assunzioni per 200mila giovani del Mezzogiorno, idea rigettata al mittente quando il presidente del Consiglio era – guarda caso – Matteo Renzi.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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