Basilicata: no degli agricoltori a nuove ricerche petrolifere

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La Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata scende in campo a sostegno delle amministrazioni comunali che si oppongono a nuove campagne di ricerca petrolifera nella regione. In particolare a mobilitarsi, questa volta, sono i comuni di Brienza, Marsico Nuovo, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania e Tito, i cui primi cittadino si sono dichiarati nettamente contrari alla campagna di ricerca che dovrebbe interessare le aree rurali dei rispettivi centri. Una posizione che ha immediatamente incassato il sostegno della Cia, secondo cui interventi di questo tipo non possono prescindere dalla tutela delle produzioni agricole di qualità e dell’agriturismo, voci certo non secondarie per l’economia lucana.

Necessità di tutela – Il no alla nuova campagna di ricerca di idrocarburi è solo uno degli elementi di una più ampia richiesta, da parte dell’associazione di categoria degli agricoltori, di tutela del paesaggio e del territorio adibito ad uso agricolo. Occorre –si legge nella nota della Cia- evitare “l’uso dissennato e confuso del suolo agrario. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese. L’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione”.  rinnovabili.

La proposta – Le esigenze di tutela rappresentate dalla Cia non si traducono, tuttavia, in mero rifiuto di nuove campagne di ricerca petrolifera, bensì vengono utilizzate per promuovere il ricorso ad energia “verde”. Anche nell’ottica del reimpiego di materiali oggi destinati ad essere considerati mero scarto di produzione dalle aziende agricole. Per la Cia “le attività di produzione di energia elettrica da biomasse agricole e forestali dovrebbero essere meglio incentivate e i sostegni previsti sapientemente governati, attraverso la definizione del Piano regionale di agroenergia secondo la semplice proposta da attuare di un mini-impianto solare e/o di un mini-impianto eolico in ogni azienda. Anche piccoli impianti a biomasse legnose e gassose e di geotermia sono facilmente realizzabili nelle aree rurali e al servizio primario dell’approvvigionamento energetico delle imprese agricole-zootecniche”. Un vero e proprio piano energetico regionale su base ecosostenibile che, secondo i rappresentanti della Cia, avrebbe un notevole impatto positivo anche sull’occupazione, in particolar modo quella giovanile.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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