Italicum, Consulta in udienza pubblica: lavori spediti, domani la decisione

Corte-Costituzionale

Slitta a domani la pronuncia della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’Italicum. L’annuncio è arrivato al termine dell’udienza pubblica -nel pomeriggio- e poco dopo l’inizio della camera di consiglio, destinata ad aggiornarsi domani. La decisione dei giudici costituzionali potrebbe arrivare intorno alle 13 di domani. Nel corso del suo intervento l’avvocato generale dello Stato ha ribadito la piena legittimità del ballottaggio, considerato che “nessuna norma costituzionale lo vieta”. Identica tesi è stata sostenuta per la legittimità del premio di maggioranza.

L’avvio dei lavori. L’udienza a Palazzo della Consulta procede speditamente. Dopo una breve camera di consiglio – come racconta Ansa.it – i giudici hanno escluso le istanze di costituzione nel giudizio di legittimità costituzionale dell’Italicum avanzate dal Codacons e da altri cittadini elettori. La giornata è infatti iniziata con gli interventi dei legali che chiedevano di essere ammessi come parti del giudizio perché intervenienti in cause simili a quelle che hanno portato all’invio degli atti sull’Italicum alla Corte Costituzionale.

Le raccomandazioni del presidente. Tutti gli interventi sono stati punteggiati dalle raccomandazioni del presidente della Corte, Paolo Grossi, che ha più volte suggerito “brevità” e di “attenersi ai ricorsi”. Dopo la relazione del relatore Nicolò Zanon, la parola è passata agli avvocati anti-Italicum. Alle telecamere e ai fotografi assiepati è stato chiesto di lasciare l’udienza e trovare posto nella sala predisposta per accogliere la stampa.

L’invito alla brevità delle tesi. Prima l’invito alla brevità, poi la preghiera di concludere per “non esasperare la Corte”, infine il rimprovero: “sta abusando della nostra pazienza”. Così il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, in un acceso scambio con il primo degli avvocati anti-Italicum, Vincenzo Palumbo, ha ammonito anche gli altri legali che si apprestano a prendere la parola nell’udienza pubblica. Grossi ha fatto due raccomandazioni: essere sintetici nelle esposizioni delle ragioni di ricorso e non riproporre le stesse argomentazioni già esposte. “Tenete conto che la Corte deve lavorare non solo in udienza. Auspichiamo di poter lavorare presto anche in camera di consiglio”, ha concluso il presidente della Consulta.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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