Comune Salerno: le opposizioni spariscono, la maggioranza arranca

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Da destra a sinistra, il consiglio comunale di Salerno è davvero in balia delle onde. Non è solo la maggioranza fedele al sindaco Napoli a dare segnali “scomposti” di insofferenza, ma anche le opposizioni che in pratica non esistono, se non in qualche rarissimo “scatto di reni”.

L’opposizione che non c’è più. Sui banchi delle minoranze si nota sempre più “l’assenza” sistematica di una controproposta politica al verbo del centrosinistra. Nessun input programmatico, nessuna idea politica vera da contrapporre alla giunta Napoli. Quello che resta del centrodestra è raccolto nelle istanze di alcuni consiglieri (vedi Roberto Celano e Antonio Cammarota), della sinistra radicale l’unico baluardo è Gianpaolo Lambiase. Per il resto poco o nulla. Analizzando i 6 componenti delle cosiddette opposizioni, al netto della figura “storica” (con tre consiliature sulle spalle) di Roberto Celano (troppo “schiacciato” – in certi casi – sull’antitesi a prescindere rispetto all’operato dell’amministrazione) e dell’altro “fedelissimo berlusconiano” del Salone dei Marmi Peppe Zitarosa (alquanto naif e slegato da catene di partito, visto che in più di una circostanza ha appoggiato le scelte di giunta), l’opposizione vera e più “sedimentata” dal punto di vista politico è rappresentata dal “rosso” Gianpaolo Lambiase (forte della sua esperienza amministrativa alla Provincia di Salerno) e dal “nero” Antonio Cammarota (abile nell’oratoria in aula e nel mettere alle corde gli avversari politici, ma decisamente isolato da rappresentare una mina vagante. A loro si aggiungono i due nuovi ingressi in consiglio comunale: Ciro Russomando, colto e raffinato, fin troppo per un’arena politica spesso volgare e inconcludente, e Dante Santoro, espressione del grillismo salernitano, ancora “acerbo” per reggere il confronto con alcuni – solo alcuni – esponenti della maggioranza.

La maggioranza che stenta. Se gli avversari non brillano, la maggioranza di certo non emerge per quantità di proposte degne di questo nome.  Le recenti figuracce politiche stanno logorando lentamente il fronte dei deluchiani, molti dei quali assolutamente delusi da questi primi mesi della consiliatura Napoli. Il governatore della Campania non è affatto contento di come vanno le cose a Palazzo di Città e proverà nelle prossime settimane – a modo suo – a raddrizzare la barca. Visto che all’orizzonte si profilano sfide importanti, come il possibile congresso del Pd e le elezioni politiche.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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