Meeting Rimini, Renzi rilancia: “Al voto con sindaci in prima linea”

Fonte: lastampa.it

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L’ex premier Matteo Renzi lancia la volata per le elezioni e chiama a raccolta i sindaci. Nel meeting di Rimini con gli amministratori locali del partito democratico, il segretario nazionale dei dem ha messo una pietra sul passato recente, provando a rilanciare se stesso e il Pd verso le urne che si fanno sempre più vicine. L’appello ai territori – indotto per lo più dalla decisione della Consulta che ha parzialmente bocciato l’Italicum, facendo tornare in auge le preferenze e la quota proporzionale – è stato accolto con favore dalla platea. Ma ecco – punto per punto – le parole di Renzi.

Le elezioni e i competitor. “Il punto non è il giorno delle elezioni, se votiamo con la legge della Consulta o la legge x o y, sono specchietti per le allodole. La questione reale è che il mondo cambia ad un ritmo talmente impressionate che o il Pd, prima comunità politica del paese, prova a giocare un ruolo di proposta o stiamo diventando il luogo in cui qualcuno fa un servizio per un certo periodo, pensa al proprio io e l’Italia gioca una partita di serie B. Con buona pace di qualche compagno interno la competizione sarà a tre: il gruppo di Grillo, un’area di destra, vedremo se faranno accordi, un’area più legata al Ppe o se Berlusconi e Salvini si rimetteranno insieme. E poi ci sarà un’area variamente intesa che è l’area di chi invece di stare ad urlare alle sirene del Mediterraneo, di giocare allo sfascio vuole offrire proposte concrete, puntuali, anche avendo l’orgoglio di ciò che facciamo“.

L’attacco al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo.Il compito della politica non è enunciare problemi ma risolverli, è inutile che dall’ultimo villaggio turistico alla moda in Africa, l’ultimo dell’anno, mi arriva lo spregiudicato pregiudicato a dire che il problema è la povertà. Vinciamo le elezioni confrontandoci sui contenuti e le idee, continuare a dire solo quali sono problemi e non le soluzioni può pagare a livello elettorale solo se noi siamo pigri, se giochiamo sulla difensiva“.

Il dopo referendum.A chi dice che dopo il 4 dicembre non è cambiato niente ricordo che oggi tutti sono preoccupati per le larghe intese mentre prima c’era il rischio deriva autoritaria. O si ha paura dell’uomo solo al comando o delle larghe intese, di tutti e due non possibile“.

Nessuna replica al nemico D’Alema. “Peccato vi è andata male, riprovate, sarà per un altra volta, l’avversario politico di questa comunità non è chi vuole fare polemica dentro la nostra aerea ma chi prova a giocare le carte non del populismo ma della superficialità, chi dice che la politica è inutile“.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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