Barriere della comunicazione, Regioni in campo per abbatterle

Lingua dei segni, dalle Regione l’ok a finanziare il tg. La conferenza dei presidenti delle assemblee legislative ha accolto la proposta del presidente del consiglio regionale della Basilicata, Francesco Mollica, di «inserire fra le spese ammissibili la voce relativa al Tg Lis, il tg in lingua dei segni»«La proposta di inserire i servizi Lis – commenta

Franco Mollica

Franco Mollica

Mollica – nel quadro finanziario della bozza di lavoro dell’accordo quadro, dimostra non solo grande attenzione e sensibilità alla comunità dei sordi, ma anche la volontà di attribuire alla lingua dei segni la dignità e la funzione di strumento per abbattere le barriere della comunicazione». L’iniziativa ha ottenuto il via libera sia della conferenza nazionale dei presidenti dei parlamenti regionali, spiega il presidente dell’assise lucana, che del coordinamento nazionale dei Corecom (comitati regionali per la comunicazione) su istanza della presidente lucana Giuditta Lamorte.

I dati. Sul territorio nazionale, in base all’ultimo censimento dell’Istat, ci sono 877mila persone con problemi dell’udito, più o meno gravi, e 92mila “sordi prelinguali”, i cosiddetti sordomuti. Più in generale, secondo i dati riportati da Unapeda, l’unione nazionale delle associazioni di genitori di bambini non udenti, in Italia ci sono 5 milioni di audiolesi (la perdita dell’udito è suddivisa in lieve, media, grave e profonda), di cui 70mila sordomuti o sordi prelinguali come si preferisce chiamarli. Sul totale degli autolesi si stima che solo il 10 per cento ha genitori “segnanti”, mentre il 60 per cento si può definire madrelingua Lis. Fra le persone al di sotto dei 36 anni, solo il 10 per cento (persone nate principalmente in una famiglia di sordi) si esprime in Lis come lingua madre e in italiano come seconda lingua e ben il 90 per cento (nati in famiglie di udenti) parla l’italiano.

La legge. L’Italia è ancora l’unico Paese europeo, insieme a Malta e Lussemburgo, a non aver riconosciuto ufficialmente la Lis, nonostante alla Camera e al Senato sia già stata depositata una proposta di legge. L’iter legislativo per il riconoscimento è iniziato il 2 dicembre 2015. Articolato su cinque punti cardine, il decreto legislativo punta al riconoscimento della lingua dei segni per «favorire la partecipazione e l’inclusione delle persone sorde e sordo-cieche alla vita collettiva», rimuovendo così importanti barriere comunicative, e ad «assicurare e promuovere l’accessibilità alla comunicazione, all’informazione, ai luoghi e agli spazi pubblici privati». Ancora sulla carta rimane anche la proposta di legge del senatore Antonio De Poli, presentata nel 2013 e ora in corso di esame in commissione, che prevede l’insegnamento della Lis nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, per garantire un pieno accesso all’istruzione.

 

 

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *