Melfi, la “rivoluzione” di monsignor Todisco

Monsignor Gianfranco Todisco

Padrini e madrine, il vescovo di Melfi li abolisce. Per monsignor Gianfraco Todisco, vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, in provincia di Potenza, «pur essendo brave persone, non hanno però piena consapevolezza del ruolo da svolgere come testimoni della fede perché scelti con criteri parentali, amicali o sociali». Da qui la decisione di abolire in via sperimentale le figure dei padrini e delle madrine di battesimo e cresima che saranno sostituite nel loro ruolo «dall’intera comunità ecclesiale di cui fanno parte i genitori, i quali con la stessa comunità si fanno carico di accompagnare il cammino di fede del battezzato o del cresimato». In base al codice del diritto canonico, infatti, l’idoneità del padrino va giudicata non solo in base ai «requisiti canonici obiettivamente verificabili», ma anche all’effettiva «attitudine e volontà di cooperare all’educazione e crescita cristiana del battezzando». Il decreto sperimentale, firmato dal vescovo della diocesi lucana, ha validità triennale e sarà efficace a partire dal prossimo mese di settembre sia per il battesimo che per la cresima.

Anche per questo sacramento, infatti, il cresimando deve essere assistito da un padrino o una madrina (che a sua volta deve essere cresimato), con il compito di provvedere a che la persona che riceverà il sacramento, si comporti da “vero testimone di Cristo”. Nella scelta i genitori non devono perciò ispirarsi a criteri che nulla o ben poco hanno a che vedere con le responsabilità che derivano dall’incarico di padrino.  Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di parenti o amici, con padri e madri che finiscono per scegliere persone vicine, al di là di quella che è l’effettiva mission spirituale che queste figure, per la chiesa cattolica, sono chiamate a svolgere. Un ruolo importante, con il diritto canonico che ne fissa i requisiti. Dall’età, «deve avere compiuto il 16esimo anno», al credo religioso, «deve essere cattolico e aver ricevuto i sacramenti della confermazione e dell’eucarestia», fino alla regolarità della condotta «non deve essere colpevole di nessuna pena canonica, inflitta o dichiarata e non trovarsi in situazione di irregolarità nella vita matrimoniale».

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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