Aeroporto di Salerno: ora il bando internazionale per la privatizzazione

L'aeroporto di Salerno

Sul ruolo che l’aeroporto di Salerno, la cui attuale situazione strutturale e gestionale è già stata oggetto di un’inchiesta di Più Mezzogiorno, è chiamato a giocare nello sviluppo dell’economia campana e delle regioni vicine registriamo l’intervento dell’avvocato Alfonso Mignone, presidente dell’International Propeller Club Port of Salerno.

In rapporto alla popolazione e dal bacino di influenza, la Campania rivela una forte carenza di infrastrutture aeroportuali: la Puglia, in presenza di domanda decisamente inferiore è dotata di tre aeroporti aperti al traffico civile; la Sicilia, sempre a sostanziale parità di domanda, usufruisce di quattro impianti e ne ha programmato un quinto (Sicilia centro meridionale, ovvero Agrigento). Lo scalo di Napoli/Capodichino, l’unico attualmente attivo in Campania per traffico di linea, in quanto city airport, presenta ineliminabili carenze strutturali costringendo i velivoli ad un passaggio a bassa quota su un denso tessuto urbano. In termini di accessibilità e tempi soltanto l’aeroporto di Salerno

Alfonso Mignone

Alfonso Mignone

è in grado di soddisfare in modo efficiente la domanda di trasporto aereo in outgoing  per i comuni della provincia di Salerno verso destinazioni internazionali. In incoming è invece strategico per i passeggeri che intendono raggiungere prestigiose mete come Paestum, Velia e la Certosa di Padula, inseriti a pieno titolo nel patrimonio UNESCO e al Cilento, dotato di eccellenze naturalistiche, archeologiche ed enogatronomiche.  Tali effetti sono estendibili anche ai comuni delle Province di Avellino e di Benevento, oltre che di Potenza (che dista circa 20 minuti dal confine della provincia). In sintesi, per i territori citati: 1. Migliore accessibilità; 2. Stimolo alla crescita territoriale, sociale ed economica; 3. Miglioramento della fruizione dei servizi di emergenza e protezione civile; 4. Decongestionamento e supporto dell’aeroporto di Napoli.

Nel 2007 l’aeroporto è stato adeguato per sviluppare il traffico civile su larga scala, con quattro banchi check-in, due aree di imbarco, nastri bagagli e sale d’aspetto. La pista, che dispone del sistema radiofaro VOR, di radioassistenza VDF e di un sistema luci e apparecchiature per semplificare le manovre di atterraggio, è stata allungata per un totale di 1654 m e se ne prevede l’allungamento fino a 2400 m per consentire l’atterraggio di aeromobili di maggiore stazza utilizzati dalle maggiori compagnie aeree low cost che hanno manifestato grande interesse per operare nello scalo per effetto di una intelligente politica di sviluppo internazionale dei regional airport . I voli di linea sono iniziati nel 2008, con la compagnia OrionAir che ha operato dal 2 agosto 2008 al 18 dicembre 2008 (Milano, Barcellona e Bucarest) , seguita dal 27 luglio 2009 al 7 maggio 2010 dalla compagnia Air Dolomiti (Verona). Dal 1º dicembre 2010 al 23 marzo 2012 ha poi operato la compagnia Alitalia (Milano e Roma). Dal giugno 2012 a ottobre 2012 hanno operato le compagnie Skybridge AirOps, Air Dolomiti, Danube Wings (Milano, Catania, Olbia, Verona e Monaco di Baviera) Attualmente il traffico passeggeri si concentra su voli charter operativi per destinazioni scelte da T.O. locali (Lourdes, Medjugorje, Mostar, Milano, Olbia, Trapani, Verona, Ibiza, Corfù, Zante e Malta)  e aerotaxi. Nel gennaio 2013 lo scalo è stato inserito nel “Piano Nazionale per lo Sviluppo Aeroportuale” tra i 31 aeroporti di interesse nazionale.

Lo scalo aeroportuale di Salerno nel 2016 ha compiuto 90 anni di vita e con decreto del Presidente della Repubblica è stato confermato nel Piano Nazionale Aeroporti tra gli scali di interesse nazionale con un ruolo di complementarietà per decongestionare il traffico di Napoli, considerati i limiti di saturazione del medesimo in previsione dell’aumento dei volumi di traffico nei prossimi anni, per operare voli charterleasure, il low cost e il cargo, sulla base di interventi di adeguamento e allungamento della pista e anche di azioni di integrazione con lo scalo partenopeo. Si tratta di un aeroporto di rilievo regionale, che serve principalmente i comuni delle province di Salerno, Avellino e Potenza. L’infrastruttura ha tutti i requisiti per essere collocato in un Sistema Aeroportuale Campano incentrato sugli scali di Napoli e Salerno che rispondono perfettamente ai principi posti a base della strategia nazionale di sviluppo aeroportuale: potenziamento dei collegamenti internazionali e nazionali, integrazioni con gli scali ed i territori della Macro Area Sud, rafforzamento del trasporto Cargo.

Il Consiglio di Amministrazione della società Aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi spa, grazie al determinante contributo erogato dalla Regione Campania, ha approvato il progetto definitivo del completamento infrastrutturale contenente il potenziamento e l’allungamento della pista nonché l’acquisizione delle aree necessarie al progressivo ampliamento a 2.400 m. Il quadro economico complessivo delle opere è pari ad € 40 milioni. Il progetto è attualmente sottoposto all’attività di verifica prescritta dalla vigente normativa e successivamente all’approvazione di ENAC. Il CDA ha, infine, disposto la presentazione dello Studio di Impatto Ambientale al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Occorre ora che si proceda ad un nuovo bando internazionale di privatizzazione delle quote consortili in maniera tale da restare nel Piano Nazionale Aeroporti e far diventare lo scalo un’impresa in grado di produrre utili affidando la gestione a chi ha il know – how per svilupparne in modo definitivo le potenzialità senza alterare gli equilibri con lo scalo partenopeo in un’ottica di crescita esponenziale dell’offerta di trasporto aereo in Campania.

Il Propeller Club Salerno ha tra i suoi soci imprenditori dello shipping e della logistica integrata, tour operators e professionisti legati all’economia dei trasporti che guardano con grande interesse allo sviluppo dell’infrastruttura . Lo scalo è sempre stato “al centro” degli interessi dei nostri soci. Da qui l’auspicio che lo scalo Costa D’Amalfi, con un piano industriale serio e costruttivo, rispettoso della posizione oramai accreditata in seno al Piano Nazionale Aeroporti, reciti un ruolo strategico nel tanto auspicato sistema aeroportuale campano che può e deve diventare realtà in un’offerta di servizi di trasporto aereo differenziati ed integrati, stante le differenti peculiarità delle due strutture.

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