Sicurezza, vigili del fuoco in stato agitazione contro la riforma Madia

A rischio la sicurezza nazionale, a rischio il sistema dei soccorsi nei singoli territori regionali. Quando i caschi rossi incrociano le braccia, allora vuol dire davvero che un Paese è praticamente alla canna del gas. Stato di agitazione per i Vigili del Fuoco della Fp Cgil Nazionale. Una decisione, spiegano in una nota il responsabile nazionale Fp Cgil Vigili del Fuoco, Danilo Zuliani, e il segretario nazionale della Fp Cgil, Salvatore Chiaramonte, legata alle bozze circolate in questi giorni rispetto al progetto di riordino dei compiti, delle funzioni e dell’ordinamento del Corpo come previsto dalla riforma Madia.

Le ragioni del sindacato di categoria. La Fp Cgil Vigili del fuoco – come racconta bene l’agenzia Agenparl – spiegano i due dirigenti sindacali, “ha fortemente sostenuto la necessità che, attraverso la Delega Madia, si potessero correggere tutte le criticità che negli ultimi 10 anni anni hanno caratterizzato negativamente le condizioni economiche e professionali del personale, così come l’efficacia e l’efficienza del servizio attraverso un modello organizzativo del Corpo Nazionale maggiormente adeguato ai bisogni dei cittadini e del Paese. Abbiamo contribuito – proseguono – con convinzione al lavoro mirato a modificare il decreto che regola l’ordinamento del personale ed il decreto che regola compiti e funzioni del Corpo”.

Il bug della riforma. Eppure, rilevano Zuliani e Chiaramonte, “con i contratti del Pubblico impiego scaduti dal 2009, senza il bonus degli 80 euro in busta paga, dopo oltre un anno di attesa e guarda caso in prossimità della scadenza della delega, sono circolate bozze di riforma che non solo non tengono in considerazione assolutamente del parere espresso dalle parti sociali, ma peggiorano ulteriormente le condizioni di lavoratrici e lavoratori e tolgono ulteriore autonomia tecnica amministrativa e gestionale ai Vigili del Fuoco, a tutto vantaggio della componente prefettizia. Negli ultimi giorni abbiamo chiesto insistentemente e con grande senso di responsabilità il ritiro delle bozze e la possibilità di aprire una vera e partecipata discussione di merito”. Ed è per queste ragioni, concludono, che la Fp Cgil “si trova costretta a proclamare lo stato di agitazione del comparto”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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