Pd, Renzi si dimette lunedì: scatta il congresso. E De Luca ed Emiliano?

Manca solo l’ufficializzazione – che arriverà lunedì in direzione nazionale – ma tutti gli indizi conducono ad una soluzione unica della crisi interna al partito democratico ed al governo di “transizione” targato Paolo Gentiloni: Matteo Renzi è pronto a lasciare in anticipo la carica di segretario dem per aprire così la stagione congressuale ed arrivare a giugno (massimo settembre) all’appuntamento con le urne. Lo scenario politico italiano muterà dunque proprio in virtù di quanto emergerà nel corso della riunione al Nazareno lunedì sera. Dove sono attes anche gli interventi degli anti-Renzi, con in testa il governatore della Puglia Michele Emiliano e il suo collega della Campania Vincenzo De Luca.

Lo scenario più verosimile. Con Renzi dimissionario, scatterebbe la stagione congressuale con le elezioni nei circoli e poi la scelta del leader. A quel punto, spazio possibile alle primarie di centrosinistra per l’individuazione del candidato premier e via libera alla campagna elettorale. Due le tate possibili per il voto: 11 giugno oppure 24 settembre. Se congresso sarà, allora bisognerà capire cosa faranno due governatori “scomodi” come Emiliano e De Luca, il primo antirenziano ante litteram, il secondo definito “notabile e capobastone” dal fedelissimo di Renzi Dario Nardella. I rumors della vigilia raccontano di un De Luca assolutamente abbottonato su quello che sarà il contenuto saliente del suo intervento in direzione, anche se i bene informati giurano su alcune frecciate al vetriolo che lo stesso ex sindaco di Salerno indirizzera al segretario nazionale, togliendosì qualche sassolino dalle scarpe.

Cosa dice lo statuto Pd sul congresso. La via al Congresso anticipato, non è comunque così scontata. Le regole per la sua convocazione sono iscritte nello Statuto del Partito democratico, così come approvato nel 2009 e modificato, in alcune sue parti, nel 2015. In base all’art. 5 del regolamento in questione, il Congresso, oltre alle primarie dem, si svolge ogni quattro anni. Ciò significa che il prossimo dovrebbe tenersi nell’autunno del 2017, visto che il precedente ha avuto luogo l’8 dicembre 2013. Al comma 2, l’articolo 5 dello Statuto stabilisce che “il Presidente dell’Assemblea nazionale (in questo momento Matteo Orfini) indice l’elezione dell’Assemblea e del segretario nazionale sei mesi prima della scadenza del mandato del Segretario in carica”, dunque, teoricamente, non prima del prossimo 8 giugno. Tuttavia, sono previsti due casi in cui il Congresso e le primarie possono essere anticipate. Il primo è rappresentato dalle dimissioni del segretario (art. 3, c. 2 dello Statuto), cosa avvenuta per i primi due segretari eletti tramite le primarie, Walter Veltroni e Pierluigi Bersani. Il secondo caso è rappresentato dalla “sfiducia” da parte dell’Assemblea nazionale al segretario (art. 4, c. 7 dello Statuto). Per sfiduciarlo è necessaria, prima di tutto, la convocazione dell’Assemblea, il che richiede la presentazione delle firme di un quinto dei componenti della stessa (200, visto che l’Assemblea Pd è composta da 1000 membri). Una volta convocato, il “parlamentino” democratico deve approvare una mozione motivata con la maggioranza assoluta dei suoi membri (501).

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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