Porto di Salerno, “vince” De Luca: Nino Criscuolo all’authority unica

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Alla fine il giochetto delle tre carte non è riuscito. Pietro Spirito ha nominato Nino Criscuolo quale rappresentante del Comune di Salerno all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tireno Centrale. L’ufficializzazione è arrivata questa mattina nel corso di un incontro a Palazzo di Città tra il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli e il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Pietro Spirito, al quale hanno partecipato anche l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo, Roberto De Luca e Francesco Messineo, segretario generale dell’AdSP. Niente da fare – dunque – per la strategia anti De Luca, messa in campo dal Pd e volta a “complicare” i piani del governatore della Campania sul fronte della portualità. Solo una coincidenza che la vicenda si sia chiusa a poche ore dalla direzione nazionale del Pd? A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina pure.

La soddisfazione di Enzo Napoli: “La specificità del porto di Salerno va difesa. Abbiamo ricevuto, in tal senso, la disponibilità da parte del presidente Spirito il quale ci ha comunicato ufficialmente di aver nominato il nostro rappresentante Nino Criscuolo all’interno del Comitato. Questo – aggiunge il primo cittadino – ci ha particolarmente confortato perché in tal modo faremo valere le nostre proposte che saranno sempre orientate da uno spirito collaborativo, a salvaguardia di quanto costruito in questi anni. Abbiamo rimarcato al presidente Spirito la nostra determinazione al completamento delle opere che noi riteniamo indispensabili per lo sviluppo della nostra struttura portuale e anche lui, con noi, si attiverà presso i ministeri competenti affinché si sblocchino delle pratiche anchilosate che hanno una tempistica non tollerabile“.

I “sorrisi diplomatici” del presidente Spirito: “Abbiamo convenuto con il sindaco di Salerno – sottolinea il presidente Pietro Spirito – un percorso che parte dalla nomina di Nino Criscuolo all’interno del comitato di gestione, passa attraverso gli investimenti prioritari che servono a Salerno per potenziare la sua capacità di sviluppo dei servizi e dei collegamenti , per arrivare ad un progetto di crescita che è contenuto nel documento di piano triennale sul quale adesso cominciamo il confronto con le Istituzioni e con il comitato di gestione. Vogliamo fare in modo che entro il mese di febbraio tale percorso si completi. I porti della Campania possono traguardare obbiettivi di incremento dei traffici a condizione che si generi un rapporto di forte collaborazione con le Istituzioni territoriali e nazionali. In tal senso dare vita alla zona economica speciale tra i porti di Napoli e Salerno costituisce un tassello strategico di primario rilievo“.

Il futuro dello scalo salernitano. Sulle possibili prospettive di crescita del porto di Salerno, il presidente Spirito aggiunge: “Ovviamente dipende molto, per tutti, dall’evoluzione dell’economia internazionale. Sono convinto, auspicando che il sistema produttivo confermi il percorso di crescita già intrapreso, che il porto di Salerno e quello di Napoli possano avere uno spazio rilevante di crescita. Molto dipenderà da quale sarà la scacchiera delle alleanze tra le grandi compagnie armatoriali che stanno ridisegnando la propria strategia per scegliere i porti che sono in grado di garantire competitività. Salerno, come Napoli, devono assicurare la propria capacità di migliorare la competitività nelle infrastrutture e nei servizi“.

Nessun napolicentrismo, almeno per ora. “Mi piace sottolineare – ribadisce ancora il presidente – un punto importante, ovvero che l’Autorità di Sistema del Tirreno centrale è la prima che completa la sua governance, avendo un comitato di gestione completo e un segretario generale al lavoro. Questo è un fatto positivo perché così possiamo insieme valorizzare le specificità, le competenze, le forze del sistema portuale della Campania. Abbiamo due porti che dialogano con sistemi diversi dell’armamento internazionale e questa è un’occasione che va colta. Napoli e Salerno possono crescere assieme e, in tal senso, esistono le condizioni per una sinergia strategica. Nessuno ha mai messo in discussione che Salerno deve mantenere una natura polifunzionale. Quello su cui dobbiamo lavorare è potenziare la retroportualità. Salerno ha una configurazione geografica nella quale, per poter crescere ancor di più, bisogna puntare su una retroportualità capace di migliorare e potenziare ciò che le banchine possono fare fino ad un certo punto. Salerno deve costruire la sua retroportualità, mentre Napoli la deve utilizzare al meglio, perché sinora le potenziali esistenti, anche ridondanti, non sono state colte. Salerno, invece, deve costruire il proprio sistema retroportuale; proprio per questo la sperimentazione della zona economica speciale è una priorità decisiva“.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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