Sibari, dopo quattro anni di lavori riapre il parco archeologico

Sibari

Ci sono voluti quattro anni di lavoro ed un investimento di 18 milioni di euro per mettere in sicurezza il parco archeologico di Sibari, ora nuovamente fruibile per i visitatori. Si è posto così finalmente rimedio ai danni inferti dalla devastante inondazione del fiume Crati del 2013, evento che riversò all’interno dell’area archeologica oltre 250mila metri cubi di fango e detriti, allagando vaste aree del complesso. I lavori effettuati nel corso di questi anni –finanziati grazie a fondi Poin- hanno consentito non solo di recuperare e restaurare i resti archeologici, ma anche di realizzare nuovi impianti di drenaggio che rendono più agevole la manutenzione dell’area archeologica.

Nuove scoperte – L’intervento di recupero del parco archeologico ha portato anche alla scoperta di nuovi edifici all’interno dell’antica area urbana: gli archeologi hanno, infatti, portato alla luce i resti fittili provenienti da un tempietto di era arcaica, resti definiti di particolare interesse dagli studiosi. I nuovi ritrovamenti troveranno posto –insieme ad altri reperti di epoca greca e romana- all’interno del Museo della Sibaritide, anch’esso oggetto di lavori di ampliamento nel corso di questi anni. In particolare è stata realizzata una nuova ala -l’Ippodameo- destinata ad ospitare un percorso di visita multimediale. Interventi di miglioramento sono stati effettuati anche sulle strutture di accoglienza per i turisti. “Sono molto orgogliosa -ha detto il sottosegretario al Mibact Dorina Bianchi- della restituzione di questo importantissimo sito. E’ un sito unico di cui usufruiranno turisti non solo calabresi ma provenienti dall’Italia e dal mondo. La cultura, insieme al turismo, può creare un solido sviluppo non solo culturale ma soprattutto economico. Ed è questo quello su cui il Mibac sta puntando”. Per il presidente della Regione Calabria Mario Oliviero qui c’è un patrimonio culturale che merita di essere valorizzato perché la nostra terra, attraverso realtà che hanno una proiezione internazionale, può diventare più attrattiva”.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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