Crescono i porti campani, ma a Salerno calano i crocieristi

I porti di Napoli e Salerno si presentano all’appuntamento con l’entrata in funzione della nuova Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale –l’ente che accorpa le Autorità Portuali di Napoli, Salerno ed il porto di Castellammare- con un bilancio decisamente positivo. Il 2016, infatti, ha visto per entrambi gli scali marittimi la crescita dei volumi di traffico merci e passeggeri.

I risultati in dettaglio – In complesso negli ultimi dodici mesi il traffico container è aumentato del 9,3%, arrivando a quota 872.053 teu nel 2016; il traffico passeggeri è cresciuto del 4,7%. Unica flessione quella relativa ai crocieristi, con un calo del 2,8%. Quest’ultimo dato, in particolare, è l’unico che registra un andamento divergente nei due porti campani. Napoli, infatti, fa registrare una crescita del traffico del 2,9%, raggiungendo il massimo storico di 1,3 milioni di crocieristi. Un risultato costruito, è proprio il caso di dirlo, sul crollo di Salerno: in questo porto il traffico crocieristico cala del 41,2%, passando dai 189.545 crocieristi del 2015 ai 111.395 del 2016. All’origine di questo dato la scelta di MSC di spostare oltre trenta approdi delle sue navi dal porto di Salerno a quello di Napoli. Sul versante del traffico merci il porto napoletano registra una crescita complessiva del 6,7%, con il traffico contenitori –a quota 483.481 teu- che fa registrare il miglior risultato, con un incremento del 10,3%. Il traffico passeggeri cresce del 3,8%. Per quanto riguarda il porto di Salerno da registrare una crescita del traffico merci dell’1,6%, con un + 8% nel settore container, arrivato a 388.572 teu movimentate nel 2016. Lieve aumento anche nel settore del traffico autoveicoli, con una crescita dello 0,6%. Bene il traffico passeggeri, cresciuto del 20,5%.

Le prospettive – “I dati -dice il presidente Pietro Spiritoconfigurano una situazione di inversione di tendenza positiva nello scalo partenopeo e  una costante crescita  dello scalo salernitano Questo andamento induce a ritenere ancor più necessari interventi di potenziamento e ammodernamento delle infrastrutture e dei servizi. Il Piano Operativo al quale stiamo lavorando punta, partendo dai risultati raggiunti, a definire le linee di sviluppo in un’ottica di integrazione tra Interporti e sistema campano della portualità.  Stiamo definendo un piano che superi l’ambito strettamente portuale per creare, così come richiesto dal Piano Nazionale della Logistica, un sistema campano competitivo nel Mediterraneo. L’integrazione tra traffici marittimi e terrestri costituisce la sfida logistica dei prossimi anni”. I numeri dei due principali scali campani lasciano, dunque, ben sperare per il prossimo futuro. Soprattutto ora che sembrano attenuarsi le tensioni delle scorse settimane, quando il Comune di Salerno e gli operatori marittimi hanno preso posizione contro il rischio di essere fagocitati da Napoli. Alle rassicurazioni del presidente dell’Autorità di Sistema Spirito, fornite nel corso di un incontro con il primi cittadino di Salerno, ha fatto seguito un gesto ben più concreto: la nomina di Nino Criscuolo, quale designato dell’amministrazione salernitana, a componente del comitato di gestione dell’Autorità di Sistema. Una designazione respinta, in un primo momento, per “mancanza dei requisiti”. Segno in realtà di un duro scontro politico combattuto sugli assetti della nuova Autorità.

 

 

 

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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