Pd, scatta il congresso. Martedì si decide la data. E la minoranza?

Fonte: lettera43.it

Alla fine congresso doveva essere e congresso sarà. In tempi brevi, come nei desiderata di Matteo Renzi. Con buona pace della minoranza del Pd, che – guarda caso – si spacca anch’essa al termine dell’assemblea di quest’oggi a Roma, con Bersani e Rossi già fuori dal partito mentre Emiliano, in calcio d’angolo, prova ancora a lasciare uno spiraglio di trattativa con l’ormai ex segretario nazionale.  Alle 17.23 Matteo Orfini ha preso nuovamente la parola per sciogliere l’Assemblea nazionale Pd di oggi: “E’ formalmente indetto il congresso. Convocherò la direzione per martedì, con la nomina della commissione di garanzia per il congresso”. Sono queste le parole che chiudono definitivamente gli stati generali del partito a Roma. Tutti dunque con il fiato sospeso fino a martedì. Almeno per il momento. Ecco in sintesi, dopo la relazione di Renzi, gli interventi più significativi.

Parole al vetriolo per Epifani. “Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto, io credo che sia un errore perché un grande partito deve avere a cuore il superare le difficoltà ed è il segno della democraticità del processo. Se viene meno è chiaro che in molti si apre una riflessione che porterà ad una scelta. Non è un ricatto ma per stare in un partito ci vuole rispetto reciproco”.

Il j’accuse di Enrico Rossi. “È stato alzato un muro, sia nel metodo che nella forma. Per noi la strada è un’altra. Sono maturi i tempi per formare una nuova area. Ci sono stati milioni di cittadini che hanno abbandonato questo Pd”. Così Enrico Rossi sul dibattito all’assemblea nazionale Pd. “Abbiamo posto lo stesso problema che milioni di cittadini pongono e che avvertono il PD come un partito non più di sinistra. Abbiamo provato ad avanzare alcune idee,invece è stato alzato un muro e non abbiamo avuto nessuna risposta di merito ne’ di metodo”.

L’affondo di Guerini. “L’assemblea ha deciso l’avvio del congresso, il più alto momento di democrazia interna, andarsene per una data è sbagliato. Avremmo voluto ascoltare la minoranza, in assemblea non ne abbiamo sentiti molti. E’ una scelta già compiuta che assumo con rammarico”. Così il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini alla luce delle affermazioni dei bersaniani.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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