Scissione Pd, quanti bersaniani a Salerno lasceranno Renzi?

Fonte: ilpost.it

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Gli effetti del terremoto all’interno del partito democratico sono arrivati anche a Salerno. Mentre l’attenzione dei media nazionali è concentrata sulla direzione di oggi al Nazareno, nel corso della quale sarà nominata la commissione che deve procedere a indire il congresso ed a stabilirne le regole, al Comune di Salerno – ma anche negli ambienti politici locali – in molti si chiedono che tipo di ripercussione ci sarà in città in termini di possibili adesioni alla minoranza dem in rotta di collisione con Renzi.

Matteo Renzi, troppo “antipatico” per i deluchiani – Che non ci sia mai stato un grande feeling tra l’ex premier e i fedelissimi del governatore della Campania è cosa nota. Fin da quando, nel 2013, De Luca decise di “abbandonare” la sua area politica di appartenenza per confluire sotto l’ala protettiva del rottamatore. Nessuno ha mai creduto che quella fosse stata una scelta puramente ideologica, anche perchè i due sono distanti anni luce per idee e modo di intendere la politica. Ecco perchè oggi, alla luce di come è andata l’assemblea nazionale di domenica scorsa, sono diversi i deluchiani che farebbero carte false pur di non rimanere nel Pd. Ma c’è un  ma. Al momento, Renzi ha bisogno di De Luca e dunque nessuna “transumanza” è consentita.

Due assessori e otto consiglieri comunali restano alla finestra. Secondo i bene informati, sarebbero una decina i possibili ribelli anti renziani, pronti ad aderire alla minoranza bersaniana nel caso in cui il governatore decidesse di rompere i ponti con l’ormai ex segretario nazionale. Due gli assessori molto critici, come anche un gruppetto di consiglieri di maggioranza che proprio non sopporta il modus operandi del rottamatore, troppo vicino alla politica della defunta Dc e di conseguenza troppo lontano dall’area post comunista cui appartiene lo stesso De Luca.

Oggi la direzione del partito – I tentativi estremi di ricucire lo strappo tra Renzi e la minoranza del Pd saranno consumati oggi in direzione nazionale. Anche se tutto lascia pensare che andranno a vuoto. I bersaniani fanno sapere che non parteciperanno alla direzione del partito convocata per nominare la commissione che dovrà occuparsi delle regole del congresso. “No, non andiamo”, conferma Nico Stumpo. Non saranno presenti, spiegano, perché la direzione eleggerà la commissione per il congresso e loro non intendono farne parte, dal momento che non condividono il percorso avviato. “E che bisogna andare a farci?”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se avesse intenzione di andare alla direzione del Pd in programma a Roma. “Io ci sono già stato” in direzione, “e ho parlato, e poi abbiamo fatto anche una manifestazione”. Rossi ha spiegato che domani sarà comunque a Roma per un incontro, per fare il punto sull’accordo di programma per le acciaierie di Piombino. Parole simili da Roberto Speranza: “Per me – dice – non ci sono le condizioni per stare nel congresso, e non credo andrò alla prossima direzione del Pd dopo quello che è accaduto ieri. Ci aspettavamo che nelle repliche di Renzi ci fosse un messaggio di riapertura della discussione. Non è avvenuto. Lui ha fatti una scelta molto chiara, che va nella direzione di rompere il Pd”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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