Ricotta di bufala campana, ecco il marchio Dop

Dopo la mozzarella, anche la ricotta di bufala ottiene il riconoscimento del marchio Dop dal Ministero. Un passo importante in avanti per la filiera produttiva di settore che va così a tutelare in modo definitivo uno dei prodotti più antichi dell’industria casearia campana. Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha consegnato questa mattina il decreto di riconoscimento da parte del ministero del consorzio di tutela della ricotta di bufala campana Dop, costituito nel 2015. L’incontro si è svolto nella sede del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop. Martina è stato accolto nella sede delle Cavallerizze all’interno della Reggia di Caserta dal presidente del consorzio della ricotta di bufala Dop Benito La Vecchia e dal presidente del consorzio mozzarella Dop Domenico Raimondo.

Il commento del ministro Martina. “Qui realizzato esperimento di interesse nazionale – dichiara il ministro Martina – La mozzarella Dop regina del comparto ma guai ad accontentarsi. Bisogna insistere sulla strada di sviluppo tracciato e sul modello di sinergia con i beni culturali e le altre risorse del territorio in un legame che rende tutti più forti.” Soddisfatto il presidente La Vecchia: “Siamo orgogliosi della visita del ministro – dichiara – da oggi siamo il soggetto ufficialmente incaricato di tutelare e valorizzare un prodotto straordinario, dalle tante potenzialità. Al lavoro c’è un gruppo di giovani imprenditori, che con passione si dedica alla produzione di ricotta di bufala campana Dop, settore che ha margini di crescita notevoli”. Il consorzio della ricotta è per ora composto da 7 soci (tutti produttori di mozzarella Dop, come previsto dalla legge) e i numeri della produzione 2016, attestati intorno ai 29mila chili, sono destinati a crescere. Proprio ieri il rapporto Svimez-Ismea ha rimarcato la centralità del settore della mozzarella Dop per l’economia del Mezzogiorno, sottolineando che “la Mozzarella di Bufala Campana è di gran lunga il prodotto a Indicazione geografica più rappresentativo dell’agricoltura meridionale, di cui rappresenta oltre il 50% del fatturato complessivo”. Il presidente Raimondo commenta così i dati dello studio: “Sono numeri che ci confermano il ruolo di traino che abbiamo al Sud e ci spingono a dare ulteriore impulso ai progetti di sviluppo della filiera che abbiamo messo in campo. Giovani e formazione sono il binomio chiave delle sfide che ci attendono, facendo sempre più rete con le istituzioni. In questo senso la vicinanza del ministro Martina e del governo sono un segnale fondamentale per il nostro comparto. A lui va un sentito ringraziamento”.

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