Basilicata, diga del Pertusillo: Pedicini (M5S) chiede l’intervento dell’Ue

La diga del Pertusillo in Basilicata. (foto di Michele Tropiano)

La diga del Pertusillo in Basilicata. (foto di Michele Tropiano)

Dopo aver lanciato, a più riprese, l’allarme sull’inquinamento prodotto dalle estrazioni petrolifere in Val d’Agri, il parlamentare europeo, Piernicola Pedicini (M5s) presenta un’interrogazione urgente alla commissione Ue per denunciare la presenza di petrolio nell’invaso del Pertusillo, in provincia di Potenza, che alimenta gli acquedotti di Puglia e Basilicata.

Il fatto – Ma cosa è accaduto alle acque della diga del Pertusillo? Da qualche giorno si sono colorate di marrone scuro, come testimoniano le riprese effettuate con un drone da Michele Tropiano, presidente del consorzio turistico Alta Val d’Agri, subito diffuse sul web, con la Procura che apre un fascicolo.

“Si tratta di un disastro enorme – spiega l’eurodeputato pentastellato – che temevo potesse accadere ed è successo. L’allarme lo avevo lanciato più volte e con tutti i mezzi, ma la Regione Basilicata, il governo italiano e la Ue hanno sempre ignorato le denunce presentate.  È la quinta interrogazione in due anni. Bisogna intervenire subito per affrontare l’emergenza. La diga del Pertusillo alimenta vari acquedotti di Puglia, Calabria e Basilicata ed è un patrimonio naturale inestimabile”.

L'europarlamentare lucano del M5S Piernicola Pedicini

L’europarlamentare lucano del M5S Piernicola Pedicini

L’accusa ad Arpa e Regione – Che si tratti di petrolio? Se per gli ambientalisti non ci sono dubbi, per averne la certezza bisognerà aspettare l’esito dei prelievi effettuati dagli esperti dell’Arpab (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) intervenuti su sollecitazione di alcuni sindaci della zona e del leader dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti sul posto con le forze dell’ordine appena ricevuta la segnalazione. Dopo la fuoriuscita di idrocarburi nel pozzetto del centro oli (Cova), confermata dall’Eni, per amministratori e cittadini ci sono più che ragionevoli dubbi.“La magistratura deve fare al più presto chiarezza – continua l’europarlamentare – e chi ha le responsabilità di tutto questo deve pagare. Il M5S metterà in atto ogni azione possibile affinché i responsabili istituzionali a tutti i livelli, compresa la Commissione europea, paghino per questo disastro annunciato”.

Nel mirino di Pedicini, membro della commissione europea Ambiente e sanità, finisce anche la Provincia di Potenza che proprio ieri ha comminato una multa di 800 mila euro all’Arpab: “È singolare che proprio oggi – aggiunge – si sia saputo che la Provincia di Potenza abbia comminato una multa di 800 mila euro all’Arpab perché nel 2013, al termine di analisi in una contrada di Montemurro, dove ci sono i pozzi di reiniezione di scarti petroliferi, pur avendo rilevato tracce di idrocarburi nelle falde acquifere superiori a quelle previste dalla legge, non avrebbe comunicato lo sforamento della soglia di sicurezza. Da quanto si è appreso, la Provincia a distanza di tre anni è venuta in possesso dei rilievi e come previsto dalla normativa ha inflitto una multa all’Arpab di 1000 euro per ogni giorno di mancata comunicazione”. Una vicenda sconcertante per Pedicini, che chiede spiegazioni. “Il governatore Pittella – attacca – esca dal torpore dei suoi silenzi e inadempienze e si assuma le proprie responsabilità. Si occupi subito del disastro ambientale in corso nella diga del Pertusillo e spieghi cosa c’è dietro la multa all’Arpab”.

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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