Congresso Pd: cosa faranno i “deluchiani ribelli” delle ultime provinciali?

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La caccia alle streghe è ricominciata. No, non siamo nell’alto medioevo, quando alchimisti e scienziati venivano perseguitati in nome della loro presunta eresia, bensì nel 2017 a Salerno. Città che politicamente parlando, da quasi 25 anni rappresenta un monolite. Su cui svetta la figura dell’ex sindaco e attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Con il congresso alle porte di quel che resta del Pd immaginato e voluto da Romano Prodi circa 10 anni fa e con l’emorragia di tessere dovuta alla scissione in atto ad opera della cosiddetta minoranza di sinistra, a Palazzo di Città si vivono ore inquiete.

Il rinnovato asse tra De Luca e Renzi in ottica elezioni. Tra le innumerevoli incognite lasciate senza soluzione, emerse nel corso dell’assemblea nazionale del partito di domenica scorsa a Roma, spicca – in senso opposto – una certezza. Quella, cioè, che Matteo Renzi – sempre più vicino alla rielezione a segretario nazionale del partito – abbia ripreso i rapporti con Vincenzo De Luca. Non per stima o affetto reciproco, piuttosto per interessi incrociati, tutti convergenti su di un’unica parola: elezioni. E proprio in ragione di questa “mission”, il monolite deluchiano di Salerno è chiamato ad una doppia prova di forza: prima il tesseramento pro Renzi in vista del congresso, poi il sostegno elettorale alle prossime politiche. Tutto qui? Assolutamente no.

In ansia tutti i “diversamente deluchiani” di Salerno. Partiamo da un dato numerico: l’ammutinamento dei consiglieri comunali alle ultime provinciali ed il conseguente tonfo elettorale del sindaco di Salerno Enzo Napoli, giunto addirittura secondo dietro il vicesindaco di Torchiara, delifno di Franco Alfieri. Allora su un totale di 26 esponenti di maggioranza, solo 12 scrissero Napoli sulla scheda elettorale. Ma al netto delle indicazioni dei partiti che compongono la coalizione a Palazzo Guerra, i veri ribelli furono 7. E la caccia ai loro nomi, esaurita in poche ore, ha prodotto una black list che oggi è in bella mostra nell’agenda personale di De Luca. In queste ore, dovrebbe già iniziare il classico tamtam di telefonate – indirizzate ai 19 consiglieri appartenenti alle liste Progressisti per Salerno, Campania Libera e Salerno per i Giovani – volte a “sensibilizzare” il destinatario sulla necessità di coinvolgere il maggior numero di iscritti in vista del congresso, facendo convergere il voto su Renzi. Ovviamente saranno contattati anche tutti gli ex consiglieri e assessori, boccati alle ultime amministrative, nella speranza di raggranellare altre tessere. A questo punto, i diversamente deluchiani cosa faranno? E il plotone degli ex, arrabbiati e delusi per essere stati messi completamente da parte? Dal risultato di Renzi dipenderà anche quello di alcuni di loro, nel caso dovesse emergere un nuovo ammutinamento politico. E non è da escluedere una eventuale scissione tutta interna a Palazzo di Città.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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