“Contratto subito”, in piazza la protesta dei collaboratori ex ItaliaLavoro

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Lo hanno chiamato “Unemployed day“, la “giornata del disoccupato”, condizione nella quale gli 800 collaboratori di Anpal Servizi (ex Italia Lavoro), società “in house” – in casa – dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro che fa capo al ministero del Lavoro e che si occupa, sostanzialmente, di trovare – o quantomeno favorire le condizioni – un lavoro a chi non ce l’ha. Soprattutto ai “neet” – quelli che studiano e non lavorano – che nel nostro Paese rappresentano quasi il 27 per cento della fascia di giovani tra i 15 e i 29 anni e costano – dati Ocse-Il Sole24Ore – l’1,4 per cento del pil, il prodotto interno lordo. Per aiutarli, l’Europa ha finanziato all’Italia il programma “Garanzia Giovani” che, attraverso degli incentivi alle aziende, ha favorito l’inserimento lavorativo di neo-diplomati e neo-laureati. E ad aiutarli ci sono in ogni regione decine di professionisti che da anni, in regime di precariato, collaborano con l’ente pubblico, oggi guidato da Maurizio Del Conte, che appena un mese fa aveva lanciato l’idea dei mille tutor nelle scuole, assunti a tempo determinato, per aiutare i giovani a trovare un impiego. Ma la realtà, al di là degli annunci, è un’altra. Gli 800 collaboratori – che a fine dicembre hanno ottenuto una proroga dei contratti di collaborazioni di tre mesi – il 31 marzo saranno di nuovo senza lavoro, con il solo cuscinetto temporaneo della “discoll” – la disoccupazione per i collaboratori – che è stato prorogata all’interno del decreto Milleproroghe, che ieri ha ottenuto la fiducia alla Camera dei Deputati.
La vicenda finita in Parlamento – A quasi un mese dalla possibile cessazione dei rapporti di collaborazione, la vicenda è finita in Parlamento con un’interrogazione a risposta immediata al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, firmata da alcuni parlamentari del Pd, che è arrivata proprio due giorni fa a relazione della parlamentare irpina Valentina Paris che ha chiesto “se il ministro abbia individuato, di concerto con Anpal, risorse e modalità per la piena prosecuzione delle attività già assicurate da Italia lavoro dopo la sua trasformazione in Anpal servizi […] evitando l’ennesimo percorso selettivo e assicurando, in piena coerenza con il Jobs act, il potenziamento delle politiche attive del lavoro e un sempre minore ricorso ai contratti precari, attraverso un percorso di stabilizzazione in continuità per i collaboratori attualmente in servizio”. Poletti ha assicurato che si stanno verificando le condizioni per un’ulteriore proroga temporanea dei contratti, in base ai fondi ancora a disposizione, nel frattempo che non si renda strutturale il progetto di assumere mille tutor attraverso una selezione che terrà conto delle professionalità attualmente in forza ad Anpal Servizi.
L’appello: “Poletti e Del Conte diano risposte chiare” – Le parole del ministro però non hanno rasserenato gli animi. Dopo anni di contratti interrotti e poi riattivati i collaboratori ex Italia Lavoro chiedono una stabilizzazione più volte promessa, anche durante l’ultima campagna per il referendum costituzionale. Una narrazione dalla quale, scrivono gli 800 collaboratori di Anpal Servizi in un documento – “è necessario uscire e dare risposte chiare ed immediate”. “Come più volte sottolineato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – scrivono i collaboratori Anpal – risulta fondamentale non solo favorire la continuità occupazionale delle risorse umane oggi operanti nel settore delle politiche attive, ma anche adoperarsi per implementare il numero e le capacità professionali”. Anche il presidente di Anpal Del Conte, hanno ricordato, in più occasioni aveva dichiarato che “Italia Lavoro possiede un patrimonio tecnico e di conoscenza del mercato del lavoro sviluppato in anni di attività su progetti specifici di aiuto all’occupazione, che potrà essere messo a disposizione degli operatori e delle imprese su tutto il territorio”. Ma “la realtà è un’altra. Dal 1° gennaio 2017 Italia Lavoro è diventata Anpal Servizi. Ma nonostante sia cambiato il nome della società – denunciano – permane la strutturale instabilità contrattuale di centinaia di lavoratori”. 
#Unemployed day per il contratto subito – La proroga di tre mesi, infatti, non ha risolto la questione, ma ha solo rimandato la soluzione. La prova si è avuta nel corso dell’incontro del 16 febbraio scorso tra l’azienda e i sindacati di categoria dove è emerso “un quadro drammatico in cui non esiste nessun elemento di certezza sulla salvaguardia della continuità occupazionale dei lavoratori e delle attività”. Da qui nasce la giornata di martedì prossimo 28 febbraio scenderanno in piazza, dalle 10 alle 14, ognuno nelle rispettive regioni, manifestando sotto le sedi territoriali di Anpal Servizi, i centri per l’impiego, le Regioni e tutti gli enti “a cui prestiamo quotidianamente assistenza tecnica”. Oltre ai sindacati, nelle ultime ore sta crescendo anche la solidarietà del mondo politico. Dopo l’interrogazione dei parlamentari del Pd, ieri il neo segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha espresso vicinanza alla manifestazione di martedì prossimo.  “Sinistra Italiana – ha scritto in un post su Facebook – è con loro, perchè hanno ragioni da vendere e molte verità da raccontare su come è stato ridotto il nostro paese.  Il jobs Act è una frasetta vuota scritta sulla carta di un cioccolatino avvelenato. Rispediamolo al mittente”.
Mattia Carpinelli
Mattia Carpinelli
Nato a Salerno, giornalista pubblicista dal 2008, collabora - ed ha collaborato - con diverse testate locali (La Città di Salerno, Il Mattino-Salerno, Radio Alfa) occupandosi di cronaca, politica, ambiente, sanità, lavoro. Ascolta tanta musica che nessuno conosce e qualche volta riesce anche a finire dei libri comprati mesi prima.

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