Primarie Pd, De Luca “deve” conquistare 150mila voti per Renzi

Bando alle ciance. Ora contano i numeri e le primarie del Pd del prossimo 30 aprile “devono” – per i filo renziani – trasformarsi in un bagno di folla per il rottamatore fiorentino. Senza il quale Matteo Renzi non potrà rivendicare, per i prossimi anni, la leadership assoluta del Partito Democratico. E in Campania i giochi sono nelle mani del governatore Vincenzo De Luca, già capace – nel 2013 – di offrire all’ex premier un dato elettorale bulgaro.

Nel 2013 Salerno diventò un fortino un renziano. Nella città cara all’ex sindaco sceriffo, nel 2013 si raggiunse la soglia dei seimila votanti alle primarie del Partito democratico. Matteo Renzi, il candidato dell’allora primo cittadino Vincenzo De Luca,incassò una percentuale sovietica del 73 per cento con oltre quattromila preferenze raggranellte nei seggi cittadini ( per l’esattezza 4138). Gianni Cuperlo, il principale rivale si limitò a intascare circa ottocento voti (894) conquistando così una percentuale del 15,6 per cento. Fanalino di coda si rivelò Pippo Civati con 631 voti ed un dato percentuale all’11 per cento. Le proporzioni furono confermate anche sul resto del territorio provinciale, dove le schede votate risultarono circa 47mila.

Più complessso il compito su base regionale. De Luca oggi avrà non pochi grattacapi a portare i dem alle urne nelle altre 4 province della Campania. Nel 2013, la ripartizione dei votanti fu quesa: oltre 22mila elettori nella provincia di Avellino, 47mila nella provincia di Salerno, più di 17 mila nella provincia di Benevento, circa 25mila nella provincia di Caserta (tutti dati pressoché definitivi). A Napoli i votanti furono quasi 23 mila mentre il territorio provinciale chiuse con quasi 80mila schede votate. Oggi, 2017, sarà davvero complicato per De Luca mobilitare i territori dopo tutte le figuracce del Pd a livello nazionale.

L’emorragia dei dem verso “Democratici e Progressisti”. Al momento non preoccupa solo il dato della federazione provinciale di Salerno, dove il segretario Landolfi conferma qualche perdita limitata ai territori di Eboli e dell’agro nocerino sarnese. Ma considerando la vastita della regione Campania e soprattutto la grande eterogenità dei rapporti interni al partito regionale, non è da escludere che numeri più importanti a livello di “ribelli” possano indebolire il consenso del Pd campano.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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