Tavole Amalfitane, storia del rapporto tra il Sud ed il mare

Il porto di Salerno

Il porto di Salerno

Uno sguardo alla storia del Mezzogiorno da una prospettiva insolita: lo studio delle “Tavole Amalfitane”, una delle prime raccolte di diritto della navigazione. A gettare nuova luce su questo tema il saggio storico -giuridico  “Nuovi libroStudi sulla Tabula de Amalpha” dell’avvocato marittimista salernitano  Alfonso Mignone. Il prossimo 3 marzo -alle ore 17,30- il volume sarà presentato , a Napoli, presso l’ Istituto di studi sulle società del Mediterraneo – CNR, nella Sala Convegni del Polo Umanistico Cnr in Via Cardinale G. Sanfelice in partnership con il Museo del Mare di Bagnoli e la storica Libreria Neapolis. Tavole Amalfitane e imprese di navigazione nel medioevo saranno argomento del dibattito. La legislazione della gloriosa Repubblica Marinara costituisce il primo tentativo di uniformare le consuetudini marinare del Sud Italia diventando, nei secoli a venire, pilastro degli scambi mercantili tra i popoli del Mediterraneo. Fonte di studio ma anche per l’applicazione dei suoi precetti nelle decisioni giudiziarie in materia commerciale di giureconsulti e magistrati operanti nei vari Consolati e Tribunali del Regno di Napoli, è citata anche dal giurista procidano  Michele De Jorio nel progetto di  Codice Marittimo per il Regno di Napoli che, voluto fortemente da Carlo di Borbone  nell’ottica della sua politica “mercantilista” che accompagnò anche incentivi statali per l’armamento e la cantieristica navale,  fu commissionato al De Jorio dal figlio Ferdinando IV nel 1781 ma non entrò mai in vigore. La monumentale opera è stata successivamente analizzata e commentata dal professore emerito dell’Università “Parthenope” di Napoli Cesare Maria Moschetti in un saggio edito da Giannini nel 1979 mentre risale al 1965 l’ultima riedizione della Tabula de Amalpha edita dal cavense  Di Mauro.

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