Pronto soccorso e 118, parte il dossier elettronico dei servizi sanitari

118

Non più le sole ricette per i farmaci e le impegnative per visite ed esami specialistici: ministero della Salute e Regioni rilanciano. Oltre ai ricoveri con le schede di dimissioni vogliono leggere nel dettaglio le prestazioni erogate nei pronti soccorso, sia a pazienti ricoverati sia a pazienti dimessi, dal 118, in assistenza domiciliare, in Rsa, in distribuzione per conto e diretta, in Hospice, nei servizi tossicodipendenze e in quelli di salute mentale. E si sono date tempi entro metà 2018 ma già quest’anno il grosso dei dati dovrebbero essere leggibili. – La nuova metodologia di lavoro la spiega nel dettaglio Doctor 33 che precisa anche modalità e impegni del Fascicolo Sanitario -. Questo dice il decreto sul Nuovo sistema informativo sanitario del Ministero della Salute (fonte Agenparl.it) approvato il 7 dicembre scorso ed entrato in vigore in questi giorni. Grazie ad esso la Direzione Generale del Ministero guidata da Massimo Casciello e le Regioni potranno accedere a una unica repository delle prestazioni sanitarie, con “vista” sui fascicoli sanitari degli italiani. Privacy a rischio? No. I dati identificativi saranno stati resi anonimi a monte dalle stesse amministrazioni: il codice fiscale conferito dall’Asl alla rispettiva regione sarà sostituito da un codice unico che, una volta girato al Ministero della Salute, verrà nuovamente cambiato, così che si possano sì attribuire tutte le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale a ciascun paziente ma non si renda riconoscibile nessun paziente.

La mission del database. Il Nsis ha tre obiettivi chiave: valutare gli esiti delle prestazioni sanitarie e delle procedure medico-chirurgiche; sorvegliare la spesa sanitaria; sorvegliare che le regioni eroghino i livelli essenziali di assistenza. Se osserva anomalie rispetto a quanto previsto da legge, ad esempio nell’erogazione di Lea in una regione o in procedure utilizzate su certi pazienti, il Ministero può richiamare i dati di singoli pazienti afferenti ad una particolare categoria, ma garantendo l’anonimato; in tal caso potrà collegarsi all’Anagrafe nazionale degli assistiti la quale confermerà che quelle prestazioni sono andate a “una persona”, senza però rendere riconoscibile quest’ultima. Tutte le operazioni su dati personali andranno effettuate con strumenti elettronici con modalità atte ad assicurare confidenzialità, integrità e disponibilità dei dati; ma potrà consultare quei dati solo un operatore autenticato al sistema Nsis in modo “forte”, cioè non bastano username e password e nemmeno token, ci vuole la firma elettronica che assicura presenza e titolo autorizzati per consultare il dato. E adesso? Entro due mesi la Cabina di regia dovrà pubblicare un cronoprogramma per il processo di uniformazione delle schede di dimissione ospedaliere, ed entro 6 mesi il Nsis dovrà essere pronto a intercettare tutti i dati di regioni con sistemi operativi che oggi parlano lingue diverse in materia di monitoraggio accessi in Ps, prescrizioni dal territorio, certificati di assistenza al parto, prestazioni 118, domiciliari, hospice; entro metà 2018 dovrebbe toccare all’interconnessione dei dati su salute mentale e tossicodipendenze.Non più le sole ricette per i farmaci e le impegnative per visite ed esami specialistici: ministero della Salute e Regioni rilanciano. Oltre ai ricoveri con le schede di dimissioni vogliono leggere nel dettaglio le prestazioni erogate nei pronti soccorso, sia a pazienti ricoverati sia a pazienti dimessi, dal 118, in assistenza domiciliare, in Rsa, in distribuzione per conto e diretta, in Hospice, nei servizi tossicodipendenze e in quelli di salute mentale. E si sono date tempi entro metà 2018 ma già quest’anno il grosso dei dati dovrebbero essere leggibili. Questo dice il decreto sul Nuovo sistema informativo sanitario del Ministero della Salute approvato il 7 dicembre scorso ed entrato in vigore in questi giorni. Grazie ad esso la Direzione Generale del Ministero guidata da Massimo Casciello e le Regioni potranno accedere a una unica repository delle prestazioni sanitarie, con “vista” sui fascicoli sanitari degli italiani. Privacy a rischio? No. I dati identificativi saranno stati resi anonimi a monte dalle stesse amministrazioni: il codice fiscale conferito dall’Asl alla rispettiva regione sarà sostituito da un codice unico che, una volta girato al Ministero della Salute, verrà nuovamente cambiato, così che si possano sì attribuire tutte le prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale a ciascun paziente ma non si renda riconoscibile nessun paziente.

Gli obiettivi da raggiungere. Il Nsis ha tre obiettivi chiave: valutare gli esiti delle prestazioni sanitarie e delle procedure medico-chirurgiche; sorvegliare la spesa sanitaria; sorvegliare che le regioni eroghino i livelli essenziali di assistenza. Se osserva anomalie rispetto a quanto previsto da legge, ad esempio nell’erogazione di Lea in una regione o in procedure utilizzate su certi pazienti, il Ministero può richiamare i dati di singoli pazienti afferenti ad una particolare categoria, ma garantendo l’anonimato; in tal caso potrà collegarsi all’Anagrafe nazionale degli assistiti la quale confermerà che quelle prestazioni sono andate a “una persona”, senza però rendere riconoscibile quest’ultima. Tutte le operazioni su dati personali andranno effettuate con strumenti elettronici con modalità atte ad assicurare confidenzialità, integrità e disponibilità dei dati; ma potrà consultare quei dati solo un operatore autenticato al sistema Nsis in modo “forte”, cioè non bastano username e password e nemmeno token, ci vuole la firma elettronica che assicura presenza e titolo autorizzati per consultare il dato. E adesso? Entro due mesi la Cabina di regia dovrà pubblicare un cronoprogramma per il processo di uniformazione delle schede di dimissione ospedaliere, ed entro 6 mesi il Nsis dovrà essere pronto a intercettare tutti i dati di regioni con sistemi operativi che oggi parlano lingue diverse in materia di monitoraggio accessi in Ps, prescrizioni dal territorio, certificati di assistenza al parto, prestazioni 118, domiciliari, hospice; entro metà 2018 dovrebbe toccare all’interconnessione dei dati su salute mentale e tossicodipendenze.

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