Tesseramento “fantasma” nel Pd: i vertici provano a salvare Renzi

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Tesseramento truffa a Napoli: il Pd nazionale prova a fare quadrato per “blindare” il plebiscito annunciato in favore di Matteo Renzi. Una vera e propria exit strategy quella adottata dai vertici del Nazareno per mettere la classica pezza al nuovo polverone sulle tessere “taroccate” sottoscritte nelle ultime ore utili della campagna di tesseramento. “Abbiamo deciso di inviare Emanuele Fiano a Napoli per un esame attento in merito a quanto denunciato oggi dai media circa irregolarità nel tesseramento riscontrate in un circolo del Pd – hanno detto Matteo Orfini e Lorenzo Guerini -. Riteniamo che sia fondamentale assicurare che venga fatta la massima chiarezza nel rispetto dovuto nei confronti dei nostri militanti. Se verranno riscontrate eventuali anomalie prenderemo, con fermezza, le dovute misure come previsto dal nostro statuto”. “Gli anticorpi alle infiltrazioni nel Pd a Napoli hanno funzionato. Circa 300 soggetti le cui preiscrizioni erano avvenute in modo irregolare non sono stati iscritti al Pd”, ha detto Emanuele Fiano, inviato a Napoli per verificare le irregolarità nel tesseramento (fonte ansa.it). “Non accetteremo che qualcuno iscriva al Pd dei gruppi di persone. Non vogliamo iscritti che facciano capo a una persona, né possiamo accettare in fase precongressuale che ci siano sospetti su iscrizioni esagerate che modifichino gli assetti del Pd”.

Il chiarimento social di Orfini. “Ieri si è chiuso il tesseramento del Pd – aveva commentato su Facebook Matteo Orfini -. Purtroppo ci vengono segnalati anche casi – per fortuna isolati – di gestione poco trasparente. Il nostro congresso deve essere una grande festa democratica e non possiamo consentire che venga rovinato da comportamenti discutibili. Ovunque verranno segnalate anomalie provvederò a inviare commissari per il tesseramento e chiederò alla commissione di accompagnare il percorso congressuale per scongiurare ogni rischio. Per questo già nelle prossime ore assumerò i primi provvedimenti sui casi segnalati”. Matteo Orfini annuncia, da reggente del Pd nella fase congressuale, da subito provvedimenti per contrastare le irregolarità nel tesseramento. I primi casi sono segnalati a Napoli da ‘La Repubblica’ con video pubblicati sul sito del quotidiano. Le immagini sono girate nell’ultimo giorno utile per il tesseramento al partito nel quartiere Miano, zona nord di Napoli. “Dovete portare tessera e codice fiscale, i 10 euro ve li danno loro”, spiega tra l’altro una donna all’esterno della sede di un’associazione a chi chiede come ci si tesseri al Pd.

Il j’accuse di Orlando. “Avevo messo in evidenza il rischio che in una situazione organizzativa abbastanza precaria si potesse produrre questo tipo di effetti, e si stanno producendo” e “temo che questo rischio si manifesti anche in altre realtà”. Così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, candidato alle primarie Pd, sulle irregolarità nel tesseramento Dem a Napoli. “Apprezzo il fatto che si sia intervenuti tempestivamente e mi auguro che si continui così. Mi fido di chi oggi è chiamato a gestire questo passaggio così delicato” ha aggiunto.

Per Bassolino una grave emergenza nel partito napoletano. “La situazione del PD a Napoli è di grave emergenza politica e morale”. Lo scrive su Facebook Antonio Bassolino commentando lo scandalo tesseramento che ha colpito il Pd a Napoli. “Niente è successo – scrive Bassolino – altro che il lanciafiamme, dopo le comunali. Fin da allora era invece doveroso commissariare il partito provinciale e regionale, azzerare il tesseramento e costruire un congresso serio con il contributo di personalità esterne. Niente si è mosso, a Napoli e a Roma, anche dopo che un mese fa è scoppiata l’inaudita vicenda di nove (9 su 40!) candidati a loro insaputa. Inascoltati sono stati gli allarmi lanciati sul tesseramento: possibili iscritti falsi e tessere comprate, dopo i falsi candidati. È dunque prioritario, prima di qualunque altra cosa e di un congresso in queste condizioni assurdo, creare il necessario quadro di legalità. Altrimenti il PD muore”.

La precisazione della segreteria provinciale di Napoli. Intanto il segretario provinciale del Pd di Napoli, Venanzio Carpentieri – apprende l’ANSA – ha dato mandato all’ufficio adesioni del partito di non convalidare le richieste di adesione presentate al circolo di Miano, dove si sarebbero verificate irregolarità nel tesseramento (ne parla la Repubblica; Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno e altri organi di stampa riferiscono altri fatti anomali verificatisi nelle ultime ore). Inviata anche la richiesta alla segreteria del Pd di commissariare il circolo. “Gli episodi relativi al tesseramento riportati dalla stampa sono di una gravità estrema – ha commentato il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione – in quanto inficiano il regolare svolgimento del tesseramento, uno dei momenti di massima espressione della democrazia nel Partito democratico, e allo stesso tempo ledono pesantemente l’immagine del partito stesso”. “Certe pratiche non appartengono a mio modo di essere e di fare politica. Avevo più volte denunciato in passato al partito provinciale di Napoli che nell’area nord di Miano c’è un modo di fare politica che non rispetta le regole”, ha detto all’ANSA Roberto Alessandro, segretario del circolo Pd di Miano. “Ieri non ero presente – spiega Alessandro – alla giornata finale del tesseramento per impegni di lavoro”.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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