Fonderie Pisano, il Consiglio di Stato conferma il no a Sardone

Le Fonderie Pisano a Salerno

La Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalle Fonderie Pisano contro la decisione del Comune di Giffoni Valle Piana di bloccare l’ipotesi di delocalizzazione dell’impianto siderurgico nell’area di Sardone. I giudici del Consiglio di Stato, dunque, hanno confermato la sentenza del Tar di Salerno del settembre 2015, provvedimento con cui si riconosceva la piena legittimità della decisione dell’amministrazione picentina. Per i giudici amministrativi il ricorso presentato dalle Fonderie Pisano si basa su rilievi verso il giudizio di primo grado che “non sono fondati”. In particolare non risulta censurabile la decisione del Comune di Giffoni Valle Piana di individuare in località Sardone un’area di espansione industriale per poi, in un secondo momento, stabilire di limitare i futuri insediamenti produttivi ad attività di piccole e medie dimensioni.

La sentenza – “Né –scrivono i giudici della Quarta Sezione del Consiglio di Stato- si ravvisa alcuna contraddittorietà estrinseca nella condotta amministrativa, poiché la precedente procedura di acquisizione di manifestazioni di interesse circa la localizzazione di unità produttive nella località Sardone aveva una valenza per così dire istruttoria e, con ogni evidenza, mirava, senza alcun vincolo pro futuro, all’arricchimento del patrimonio conoscitivo dell’Amministrazione, interessata a verificare se l’area de qua fosse effettivamente attrattiva a fini produttivi e, dunque, risultasse logico e conveniente, in prospettiva, assegnarle una destinazione urbanistica di tipo industriale”. Per i giudici, inoltre, non vi era nessun obbliga da parte dell’amministrazione comunale di procedere alla convocazione di una conferenza di servizi, così come richiesto dall’azienda.

La delocalizzazione – Dopo la riunione in Regione Campania della settimana scorsa, da cui non è emersa alcuna concreta novità sul futuro dell’impresa siderurgica, continua la ricerca di un sito in cui delocalizzare lo stabilimento di Fratte. In questo sforzo la pronuncia dei giudici amministrativi potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo in un processo, di per sé, non certo facile. Già forti, infatti, le perplessità ed i timori di amministrazioni comunali e cittadini interessati dal possibile insediamento nel proprio territorio dello stabilimento siderurgico salernitano.

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

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