Biscotti “certificati”, un cartello contrassegnerà i campi di grano

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Saranno contrassegnati con un cartello i campi del Materano dove si coltiva il grano Bramante, destinato alla produzione del primo biscotto da farina di grano italiano certificato al 100 per cento. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto di sviluppo della «prima filiera del biscotto certificato italiano» messo in campo da Coldiretti Basilicata con la Di Leo Pietro Spa, l’azienda famosa per i suoi prodotti da forno che ha scelto di investire nel segmento salutistico eliminando, tra l’altro, anche l’olio di palma da tutti i suoi prodotti.  Con l’intesa, il biscottificio inizierà ad impiegare grano Bramante – la genetica del seme è garantita dalla Sis (società italiana sementi) – seminato nei comuni di Matera e provincia, da dieci produttori cerealicoli della cooperativa agricola Le Matine per la produzione dei biscotti “Fattincasa”. «La scelta di eliminare l’olio di palma dai nostri prodotti – spiega Pietro Di Leo, amministratore unico della Di Leo Pietro Spa – e di utilizzare sempre più ingredienti della tradizione, materie prime genuine e a chilometro zero ci sta premiando oltre ogni più ottimistica previsione, spronandoci a continuare su questa strada». Un progetto illustrato al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in visita allo stabilimento produttivo materano della Di Leo.

La visita del presidente Pittella al biscottificio Di Leo

La visita del presidente Pittella al biscottificio Di Leo

Durante l’incontro, con al centro il tema della sicurezza alimentare, è stato mostrato anche il cartello identificativo dei campi materani coltivati a grano tenero Bramante. «Quello sottoscritto a dicembre – spiega il presidente di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto – è un accordo che ha alla base grandi valori, innanzitutto, il voler bene alle nuove generazioni che consumano i biscotti e sono più spesso vittime inconsapevoli di obesità per una alimentazione il più delle volte con scarsa tracciabilità e fatta da grani di dubbia provenienza. Pietro Di Leo ancora una volta ha saputo leggere nelle righe imprenditoriali le esigenze della società e coinvolgere imprenditori agricoli della sua terra, che hanno vissuto un anno commerciale tra i più devastanti dal punto di vista economico degli ultimi tempi con prezzi al minimo storico, offrendo loro la giusta rimuneratività del prodotto cerealicolo andando oltre le penalizzazioni rese dalle quotazioni di mercato».

La Di Leo Spa, che produce e commercializza una vasta gamma di prodotti da forno realizzati con la tecnica del “taglio filo”, è quarta azienda produttrice di biscotti in area 4 Nielsen e seconda in Puglia e Basilicata, con quasi 19 milioni di euro fatturato nel 2016 e 40 dipendenti. Nata nel 1860, l’azienda è stata una delle prime imprese del meridione ad aver ottenuto la Brc Global Standard Food, prestigiosa certificazione inglese di qualità nella categoria “A”, il massimo riconoscimento. Per il direttore di Coldiretti Basilicata, Francesco Manzari «il progetto messo a punto dalla Di Leo e da Coldiretti è la risposta all’accordo Ceta tra Italia e Canada che altro non è che un grande regalo alle grandi lobby industriali che nell’alimentare puntano all’omologazione e al livellamento verso il basso della qualità. In pericolo non ci sono solo la produzione di grano e la vita di circa trentamila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di circa 200 mila ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy».

Ivana Infantino
Ivana Infantino
Giornalista professionista, da freelance collabora con Il Mattino e la Gazzetta del Mezzogiorno. Da addetto stampa alla Provincia di Potenza (2001-2010), tra le altre cose, ha curato diverse pubblicazioni per conto dell' ente. Fra le testate con cui ha collaborato anche Consiglio Informa (agenzia) e Mondo Basilicata (rivista).

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