Guide turistiche in rivolta, migliaia di lavoratori a rischio in tutta Italia

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Le guide turistiche abilitate scenderanno in piazza a Roma, a Piazza Montecitorio, martedì 14 Marzo (dalle 10:00 alle 14:00) per protestare contro le ultime norme in materia di turismo e guide e per chiedere una legge di riordino, oltre a un provvedimento di urgenza al fine di limitare i danni che l’attuale situazione normativa sta provocando. La protesta è nata a causa della sentenza del TAR Lazio, pubblicata in data 24 Febbraio (fonte agenparl.it). A rischio ci sono decine di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia e in particolare nelle città d’arte ma anche nei luoghi di maggiore richiamo turistico nei settori della balneazione e del turismo ambientalista.

Dove nasce la protesta? La sentenza annulla in toto il Cd. Decreto Franceschini, cioè il DM 11/12/2015. Tale decreto era nato per normare la professione, stabilendo i requisiti necessari per svolgere i servizi di guida all’interno dei “siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico per i quali occorre una specifica abilitazione per lo svolgimento della professione di guida turistica”. Ripercorriamo molto velocemente i passi che hanno portato alla situazione attuale: – Fino al 2013 le abilitazioni erano territoriali, vale a dire o provinciali (come nel caso di Roma e delle varie provincie della Toscana e del Veneto) o regionali (come nel caso della Campania). Questo perché il patrimonio dei beni culturali in Italia è talmente ricco e vario che sarebbe impossibile per chiunque, anche per persone con lauree e dottorati, essere adeguatamente preparati per tutte le regioni. – a seguito della nota Bolkestein e del suo recepimento, e a causa del fatto che la guida turistica è stata erroneamente inserita nella direttiva servizi invece che in quella professioni, nasce la 97/2013, in cui si stabilisce che le abilitazioni di guida valgono sull’intero territorio italiano. – per normare la professione in seguito alla 97/2013, il MIBACT pubblica il cd. Decreto Franceschini (DM 11/12/2015) e la lista dei cd. “Siti protetti”. In base a tale DM solo le guide con l’abilitazione specialistica di un certo territorio possono spiegare nei siti protetti del loro territorio (Regione o Provincia), mentre le guide senza abilitazione specialistica possono spiegare dovunque tranne i siti protetti. Il DM cioè cercava in qualche modo di difendere la qualità delle visite guidate almeno nei siti più importanti e di maggiore rilevanza culturale. – A fine Febbraio, il TAR ha annullato in toto il DM. E ora? Con l’annullamento del DM, in Italia possono spiegare tutte le guide con abilitazione presa in qualsiasi regione. Le guide abilitate a Milano possono illustrare tutti i monumenti di Roma e della Sicilia. E, soprattutto, anche le “guide” della EU, o meglio, le persone considerate guide in un paese della EU, possono spiegare in tutta Italia, purché in prestazione temporanea. Perché questo viene contestato dalle associazioni guide? Primo, perché non si può diventare di colpo, con una legge, guida “nazionale”, se si hanno le competenze solo per una regione. Una guida “nazionale” richiede una preparazione nazionale, che al momento in Italia non esiste. Secondo, Perché le norme in materia in Italia sono profondamente diverse da quelle di tanti paesi della EU. In Italia l’abilitazione di guida è rilasciata dietro superamento di prove, spesso molto difficili (dipende da regione a regione e dal corso degli anni). Comunque l’abilitazione viene rilasciata previa la verifica delle conoscenze. E in Italia la figura della guida turistica è nettamente separata da quella di accompagnatore: la figura che segue un gruppo in tutta Italia e soprattutto le questioni pratiche, una figura cioè non abilitata a dare spiegazioni dei siti. In molti altri paesi invece: – la figura di guida e di accompagnatore coincidono – si diventa guida con corsi di pochi giorni, o addirittura, in Germania per esempio, viene considerata guida la persona che lavora per un Tour operator. Quindi allo stato attuale, dal momento che rimane solo la 97/2013 (e le leggi regionali), si equiparano allo stesso livello e si danno le stesse possibilità a: – le guide abilitate di un territorio e che quel territorio lo hanno studiato, ci si aggiornano costantemente e ci vivono. – le guide che hanno preso l’abilitazione in un’altra regione, che sono quindi qualificate per un’altra regione – le guide della EU che, grazie al fatto di essere chiamate guida nel loro paese e di utilizzare la prestazione temporanea, possono illustrare tutti i monumenti italiani senza avere nessuna abilitazione.

Il rischio per i lavoratori del settore. Quali sono le conseguenze? Le conseguenze saranno estremamente negative sia per le guide, che per i turisti che dovrebbero usufruire dei loro servizi, quindi i fruitori dei servizi. – abbassamento della qualità. Inutile sottolineare ancora la pessima qualità delle visite che saranno svolte da chi non ha studiato quel territorio. – diminuzione del lavoro per le guide abilitate, che i grandi tour operator europei sostituiranno con “guide” del loro paese. – aumento dell’abusivismo. Le guide della Eu potrebbero spiegare qui solo in regime di prestazione occasionale, ma i controlli sono talmente scarsi che centinaia di guide straniere esercitano fuori legge, quindi come abusive. – diminuzione del gettito fiscale per lo Stato, perché per ogni servizio cancellato a una guida abilitata lo Stato perde le relative tasse (circa il 50% del lordo), mentre le guide di altri paesi pagheranno le tasse nel loro paese. Varie guide di Roma hanno già ricevuto cancellazioni di servizi – giornate e giornate di lavoro – da parte di TO tedeschi, che hanno detto di voler usare la loro “guida” Soprattutto per le guide che lavorano in tedesco, la situazione è molto preoccupante. Sotto, una mail ricevuta da una guida di Roma, in cui si cancellano vari servizi a Roma, tranne il Vaticano, che per assurdo è quello che ora ci tutela di più perché ancora fanno entrare solo le guide abilitate di Roma, ma anche qui potrebbe non durare a lungo, dipenderà dalle “pressioni”. Un’altra guida ha ricevuto una telefonata in cui l’agenzia italiana che fa da intermediario , dopo anni di collaborazione, si è scusata del fatto che le loro agenzie tedesco quest’anno vogliono mandare le guide/accompagnatori tedeschi. Al momento c’è una specie di vuoto legislativo, perché manca una legge sulla professione, che stabilisca come si diventa guida, ecc. Le associazioni guide chiedono una legge sulla professione. Non è un problema di nazionalità ma di competenze. Le associazioni di guide chiedono che si accertino le competenze di tutti quelli che desiderano svolgere il lavoro di guida turistica in Italia, da qualsiasi nazione provengano, così come sono state accertate fino ad ora per coloro che hanno conseguito l’abilitazione. Nelle circa 30.000 abilitazioni esistenti adesso in Italia, sono varie migliaia le guide di origine straniera. La professione di guida è sempre stata aperta a gente di tutti i paesi e continenti, quindi non si va contro le guide straniere. Le migliaia di guide straniere che hanno il “tesserino” di guida in Italia hanno passato le nostre stesse prove. Infatti la protesta in atto ora in Italia non oppone guide italiane a guide straniere, tutt’altro: tutte le guide abilitate – romane, campane, venete, tedesche, svedesi, spagnole, inglesi, ecc. – contestano l’equiparazione di chi ha studiato tanto per ottenere l’abilitazione e chi ha studiato poco e niente, cioè tra chi è professionalmente preparato e chi non lo è . Contestano la pratica di diventare guida senza l’accertamento delle competenze. Le abilitazioni territoriali delle guide sono come le specializzazioni dei medici. Esiste una laurea in medicina, ma esistono anche le specializzazioni. Chi si farebbe operare al cuore da un ginecologo? E chi vorrebbe che i medici, ciascuno con diverse competenze, diventassero di colpo tutti uguali formalmente, quindi tutti specializzati sia in ortopedia che psichiatria ecc., solo sulla base di una legge? Così nel settore delle guide, come si può pensare che un turista debba seguire la visita della Basilica di San Marco a Venezia da una guida con abilitazione in Campania? Breve quadro della professione di guida: – La guida turistica in Italia è una professione normata. Non c’è un albo professionale, ma l’abilitazione. – Le guide sono lavoratori autonomi, in genere con P. Iva. – Si diventa guida turistica superando prove abilitative – diverse in ogni parte d’Italia e anche diverse nel corso degli anni – che permettono di ottenere l’abilitazione.

Coordinamento Nazionale Guide Turistiche

Il Coordinamento Nazionale Guide Turistiche è nato recentemente per difendere la professione di guida in seguito al l’annullamento del Decreto a Franceschini e raggruppa tantissime associazioni di categoria. Include:

ANGT (Associazione Nazionale Guide Turistiche)

AGT Toscana (Associazione Guide Turistiche Toscana)

AGTAR (Associazione Guide Turistiche Abilitate Roma)

AGTC (Associazione Guide Turistiche Campania)

AGTcatania AGTE (Associazione Guide Turistiche Enna)

AGTL (Associazione Guide Turistiche Liguria)

AGT Ragusa

AGTS (Associazione Guide Turistiche Siracusa)

AGT Trapani

AGTU (Associazione Guide Turistiche Umbria)

AGTV (Associazione Guide Turistiche Venezia)

ARGTS (Associazione Regionale Guide Turistiche Sardegna)

Associazione Guide Turistiche Eolie Messina Taormina

CGM (Centro Guide Milano)

CGTFT (Centro Guide Turismo Firenze e Toscana)

Coordinamento CNA Professioni Guide Turistiche Toscana

FEDERAGIT Guide Roma

GAIA Assisi (Guide Accompagnatori Interpreti Associati Assisi)

GTA (Guide Turistiche Associate Palermo)

JASGA (Japanese Speaking Guide Association)

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