Dp Salerno vola al 10%, ecco i big che hanno aderito: da Conte a Mucciolo

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Non sarà certo una meteora nel panorama politico locale e nazionale. I ribelli dem che hanno voltato le spalle a Matteo Renzi ed al Pd, imboccando la strada dell’autonomia con la nascita di “Democratici e Progressisti”, mostrano di avere le spalle forti. A livello romano, il neonato movimento politico – che ha in Bersani e D’Alema i suoi padri nobili – continua a muoversi per radicarsi il prima possibile anche a livello di struttura di partito. Nel Sud Italia, invece, la macchina dippina si muove con più lentezza, anche se ci sono delle eccezioni. A Salerno e nel resto del territorio provinciale, “Democratici e Progressisti” rappresenta già una realtà “pesante”, visto che conti alla mano, sfiora già un ipotetico 10% di consenso nell’elettorato di sinistra.

Ecco tutti i big che hanno già aderito al progetto Dp. Partiamo da Salerno città, dove il deputato Michele Ragosta è il leader del movimento che vede in Roberto Radetich l’organizzatore su base cittadina. Hanno già aderito a Dp i consiglieri comunali Antonio Carbonaro e Peppe Ventura, oltre all’assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano. In squadra anche l’ex assessore all’ambiente Gerardo Calabrese, l’ex consigliere comunale Fausto Morrone, l’ex senatore diessino Andrea De Simone e l’avvocato Franco Massimo Lanocita. Allargando il discorso al territorio provinciale, spiccano le adesioni di Carmelo Conte, ex ministro per le aree urbane del governo Craxi, ed il figlio Federico, oltre all’ex vicepresidente del consiglio regionale della Campania Gennaro Mucciolo, insieme al figlio Pasquale. Dal fronte dei socialisti arriva anche l’adesione dell’ex vice presidente della Provincia di Salerno Gianni Iuliano e dell’ex consigliere provinciale Enzo Farace. Rumors provenienti da Roma confermano anche il forte corteggiamento di Dp per un ex presidente della Provincia di Salerno, da alcuni anni fuori dai giochi, il cui nome per ora è top secret.

Quanto peserà l’assenza di Dp dalle primarie del Pd? No, non è un gioco di parole, ma è la nuda verità. Matteo Renzi ed il suo paventato plebiscito – almeno a livello regionale campano, grazie ai buoni uffici del governatore Vincenzo De Luca – potrebbero risentire e non poco dell’assenza dalle urne dei neo dippini. Anzi, qualcuno sussurra che ci potrebbero essere anche degli “effetti collaterali” se magari qualcuno dei Democratici e Progressisti inizi – sotto traccia – a fare proseliti per Orlando o Emiliano in vista delle primarie del 30 aprile. Staremo a vedere. Pardon, a contare.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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