Campania: accordo tra politici e clan per controllare gli appalti

guardia-finanza

Filtrano i primi nomi di politici ed amministratori arrestati questa mattina dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti in Campania. Nella lista degli indagati molti nomi eccellenti, esponenti di primo piano delle istituzioni e non solo. Agli arresti, tra gli altri, il consigliere regionale di Ncd Pasquale Sommese, ex assessore regionale al Turismo. Per Sommese, colto da un lieve malore all’arrivo dei finanzieri, l’accusa è di corruzione e turbativa d’asta; nel mirino degli investigatori anche un appalto, risalente al 2016, per la realizzazione di alcuni padiglioni alla Mostra d’Oltremare. Ai domiciliari l’ex primo cittadino di Pompei Claudio D’Alessio e l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano. Agli arresti anche il sindaco di Aversa Enrico De Cristofaro ed Adele Campanelli, dal 2010 alla guida della Soprintendenza Archeologica, il presidente della Fondazione Banconapoli Daniele Marrama.

Nelle province di Napoli e Caserta avrebbe operato una vera e propria rete -composta da amministratori pubblici, professionisti, imprenditori- con l’obiettivo di mettere le mani sugli appalti pubblici in diverse province campane. Questa l’ipotesi investigativa che ha portato i militari della Guardia di Finanza di Napoli ad effettuare nel corso della notte ben 66 ordinanze di custodia cautelare -trenta in carcere e trentasei ai domiciliari- a carico di politici ed amministratori locali e di alcuni professionisti, alcuni di questi accusati di essere gli elementi intorno a  cui è stato costruito un ampio giro di corruzione. Per gli arrestati le accuse sono di corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa (quest’ultima accusa solo a carico di tre imprenditori). L’inchiesta che ha portato all’emissione delle misure cautelari è condotta da un pool di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia e prende le mosse da indagini relative all’attività di gruppi camorristici riconducibili ai Casalesi.

Sono diciotto gli appalti passati al setaccio dai magistrati del pool della Direzione Distrettuale Antimafia e dai militari della Guardia di Finanza. Tredici gli episodi di corruzioni e quindici quelli di turbativa d’asta che sarebbero stati accertati dagli investigatori. In diversi casi la vittoria delle gare d’appalto sarebbe andata ad imprese predeterminate, in alcuni casi vicine a gruppi criminali riconducibili al clan dei Casalesi.

Un’operazione, quella portata a termine dalle Fiamme Gialle, che potrebbe avere non poche ripercussioni sugli equilibri politici della Campania, anche in vista degli importanti appuntamenti che si profilano all’orizzonte, dal referendum alle primarie del Partito Democratico.

 

Clemente Ultimo
Clemente Ultimo
Clemente Ultimo – vicedirettore Più Mezzogiorno – Giornalista professionista, classe ’76, si è occupato per diversi quotidiani (Corriere del Mezzogiorno ed Il Mattino tra gli altri) di politica, economia, sanità. Ha curato la comunicazione istituzionale per il Consorzio Aree di Sviluppo Industriale di Salerno. Scrive articoli di geopolitica e politica internazionale per una rivista tematica online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *