Salerno, lettera aperta a 130mila cittadini per salvare il Parco Galiziano

Un intero quartiere di Salerno si mobilita contro la realizzazione di una chiesa all’interno del parco urbano del Galiziano. E’ partita lo scorso mese di dicembre la protesta di centinaia di salernitani residenti nella zona di Torrione Alto, ma in questi giorni il comitato civico “SaveGaliziano” – che ha anche attivato una pagina social su Facebook per diffondere il perchè di una simile battaglia – ha voluto inviare virtualmente a tutti i salernitani ed alle autorità pubbliche una lettera aperta, un grido d’aiuto affinchè quel progetto – già licenziato dal Consiglio comunale lo scorso 30 dicembre – possa essere modificato o addirittura annullato. Si invoca una mobilitazione di massa di tutta la città a difesa di uno dei pochi spazi verdi esistenti nella zona. E intanto prosegue, sempre a cura del comitato, la raccolta di firme per una petizione popolare indirizzata al sindaco Enzo Napoli.

Il testo della lettera ai cittadini salernitani. “A Salerno, nel quartiere di Torrione Alto, sorge un parco pubblico,”Parco Il Galiziano”,realizzato su un’area in declivio che si estende su una superficie di 8.000 mq.
Il parco, come si legge sul sito del comune di Salerno, è realizzato su percorsi totalmente privi di barriere architettoniche, è dotato di area pic-nic, area gioco per bambini, area fitness, area recintata per i nostri amici a quattro zampe.
Questo bel parco è uno dei pochi spazi verdi della nostra città ed è l’unico parco del quartiere, frequentato quotidianamente da ragazzi, da famiglie con bambini e da persone di qualsiasi età, non solo del quartiere.
Il parco Galiziano, infatti, proprio perché ben gestito dalla cooperativa che provvede alla manutenzione e perché unico punto di ritrovo all’aperto della zona, è diventato un importante spazio di aggregazione sociale.
Il 29 Dicembre 2016 i cittadini hanno appreso che la Giunta Comunale di Salerno, su richiesta del parroco della parrocchia del quartiere, ha approvato una variante ad un progetto del 2007 che prevedeva la realizzazione di un nuova struttura religiosa in sostituzione di quella esistente a pochi metri dal parco “Chiesa di San Giovanni Battista”. Tale variante, che prevede dimensioni diverse e maggiori della costruzione rispetto al progetto presentato precedentemente, sembra essere stata approvata dalla Giunta Comunale pena la perdita del finanziamento della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) di 4,5 milioni di euro.
Il progetto prevede la realizzazione del nuovo edificio della Chiesa all’interno del parco Galiziano e va a sconvolgere quella che adesso è la struttura del parco e delle zone verdi presenti.
In un articolo pubblicato il 7 marzo su Repubblica.it, il progettista evidenzia che “l’impatto ambientale è ridotto perché si occupa meno terreno lasciando spazio alle essenze della macchia mediterranea”, tralasciando però di dire che questi alberi saranno all’interno di aiuole circondate da pavimentazione e quindi sicuramente meno fruibili rispetto ad un parco.
Nello stesso articolo ancora si parla di “una piazza botanica aperta 24 ore su 24 dove ulivi, cipressi e un gruppo di palme prenderanno il posto del parcheggio asfaltato che attualmente occupa l’area”.
Si precisa che tale parcheggio, di dimensioni più che sufficienti, è a monte del parco, cosa che non disturba e comunque il progetto ne prevede altri due, laterali asfaltati.
Un ultimo riferimento ancora al suddetto articolo di Repubblica.it “…effetto bosco: 100 mq di superficie (vernice fotocatalitica) sono equivalenti dal punto di vista degli inquinanti, a 100 mq di alberi di alto fusto”.
Poiché gli alberi attualmente sono già presenti in discreta quantità e altezza, ci si chiede, in relazione alla qualità dell’aria, perché eliminarli e far svolgere la stessa funzione ad una vernice.
E’ da precisare che tale parrocchia ad oggi si estende su tre diverse Chiese presenti nella stessa zona:
– Chiesa di S. Felice e S. Maria Madre della Chiesa
– Chiesa di San Giovanni Battista
– Chiesa dell’Immacolata del Villaggio Lauro
Sicuramente le strutture religiose presenti nella zona alta del quartiere Torrione sono piccole e laChiesa San Giovanni Battistanon solo non riesce a contenere tutti i fedeli presenti alla ss messe nei giorni di Natale, Pasqua, matrimoni e funerali, ma non ha la possibilità di ospitare fedeli in momenti di aggregazione della comunità religiosa diversi dalla ss messa.
I cittadini del quartiere però, dopo aver visionato il progetto della nuova Chiesa, si sono interrogati sull’esigenza effettiva di una costruzione religiosa così grande a scapito dell’unico spazio verde del quartiere e si sono mostrati fin dal primo momento fortemente preoccupati e contrari alla perdita di un’ampia parte del parco il Galiziano.
Nel pieno rispetto del parroco, dei fedeli e dell’Istituzione Chiesa, si sono attivati dal 30/12/16 per far nascere un comitato di quartiere “Save Galiziano” per poter avere un confronto tra i residenti della zona e per capire quali potessero essere le varie e diverse esigenze del quartiere.
Da Gennaio 2017 è iniziata la raccolta di centinaia di firme per presentare una petizione al sindaco della Città di Salerno per esprimere il dissenso per la cementificazione di uno spazio verde pubblico, in una città tra l’altro che offre pochi parchi e zone verdi.
Nella zona infatti vi sono diverse Parrocchie ma nessun parco:
A meno di 1 km (900 m), vi è la Parrocchia S. Croce;
A poco più di 1 km (1300m) vi è la Parrocchia Santa Maria ad Martyres;
A circa 2 km (1700m) vi è la Parrocchia S.Giuseppe;
A 2 km vi è la Parrocchia di Santa Margherita e San Nicola del Pumpulo;
A circa 3 km (2800m) vi è la Parrocchia Maria Ss della Medaglia Miracolosa;
A circa 3 km (2700m) vi è la Parrocchia S. Paolo Apostolo
Gli unici due parchi a Salerno:
Parco del Mercatello a circa 4 km (3800m);
Parco Pinocchio a circa 3 km (2900m).
Le riflessioninate in questo periodo di confronti tra i cittadini di Salerno ed in particolare tra gli abitanti del quartiere Torrione Alto hanno avuto come nucleo centrale la contrarietà a sacrificare spazi verdi pubblici.
Ci si è domandato come mai, quando nel resto dell’Europa si cerca di incrementare la salvaguardia del verde e la costruzione di spazi quali parchi pubblici, nella città di Salerno invece si preferisce dimezzare un parco per far posto al cemento.
Inoltre, si è riflettuto sulle dimensioni della nuova costruzione che sembrano essere inappropriate e spropositate, sia per il contesto urbanistico sia per la densità di popolazione e fedeli del quartiere.
Si è valutata l’ingiustizia e la discriminazione che subirebbero persone di diverse religioni che si troverebbero a non poter più usufruire degli spazi che ora sono appartenenti ad un parco pubblico aperto a chiunque, al di là di qualsiasi definizione culturale, religiosa, sessuale, sociale, in cui tutti hanno gli stessi diritti.
Ci si è domandati anche per quale motivo non fosse possibile fare dei lavori di ristrutturazione ed ampliamento della struttura della Chiesa di San Giovanni Battista, già presente.
Si è cercato di capire quindi che fine facesse poi un domani l’attuale struttura della stessa.
Si è cercato di capire la scelta di voler costruire una Chiesa proprio all’interno e a sacrificio di un parco, invece di un’altra zona già precedentemente asfaltata.
Più volte ci si è chiesti come mai la CEI approva finanziamenti solo per progetti di strutture religiose di determinate dimensioni anche quando queste ultime sembrano essere non appropriate al contesto e alle necessità.
Si è ragionato quindi sulle reali necessità di avere un’altra grande Chiesa a Salerno.
Infine, la domanda ricorrente e di fondamentale rilevanza su cui si è molto riflettuto: in un’epoca storica difficile per la nostra società, in un momento in cui il nostro paese ha affrontato eventi tragici, in un’Italia in cui troppo spesso le persone non si sentono più rappresentate da quella che è la realtà presente tra le mura di una parrocchia, in un contesto in cui il nostro Santo Padre Papa Francesco invita ad una “Chiesa povera per i poveri”, alla sobrietà e alla rinuncia di beni, perché si preferisce spendere 4,5 milioni di euro per una nuova enorme costruzione invece di trovare soluzioni alternative per poter dare buona parte di quei soldi ad esempio a popolazioni colpite da terremoti per la ricostruzione di nuove Chiese ed edifici abitativi?
Con la speranza che il nostro parco Galiziano venga salvato; con la speranza che neanche un po’ di verde venga sacrificato; con la speranza che si possa trovare una soluzione affinchè Chiesa e Parco convivano nello stesso quartiere senza doversi escludere a vicenda. Con la speranza che tutti questi soldi possano servire per tanto altro“.

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

1 Comment

  1. Antonio ha detto:

    qui ci vuole solo Striscia la notizia . Sigh

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