Salerno, Pd a pezzi: Ginetto Bernabò lascia e si tessera a Napoli

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Se qualcuno li vuole confondere con dei semplici tintinni di campanello, faccia pure. Del resto, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E a Salerno si sta materializzando quello che è accaduto su base nazionale, ossia un forte scollamento tra parte dei militanti storici e l’attuale estabilishment del partito democratico. Non è solo l’emorragia che ha portato alla nascita di “Democratici e Progressisti”, ma anche il malessere velato che si cela nella federazione provinciale del partito, dove i mugugni e i mal di pancia sono all’ordine del giorno. Solo che – almeno per il momento – riescono ad essere zittiti prima ancora di arrivare agli onori della cronaca, grazie all’intervento persuasivo del governatore Vincenzo De Luca. Ma le eccezioni ci sono e così uno dei volti storici dei dem salernitani Ginetto Bernabò sbatte la porta e se ne va. Uno schiaffo in pieno volto quello di Bernabò che non lascia il Pd, ma si tessera a Napoli, lasciando una Salerno – a sua detta – “ingrata”.

Il j’accuse di Bernabò sulla sua pagina Facebook. “Ho provveduto ad inviare al Segretario Provinciale del Partito Democratico di Salerno lettera di dimissioni dalla Segreteria. Ho comunicato inoltre la volontà, già realizzata, di tesserarmi presso la Federazione Provinciale di Napoli (città di mia madre e di mia figlia) Circolo PD Chiaia. Una militanza leale durata 25 anni, iniziata con il PDS, poi DS e per finire nel PD. Anni che hanno arricchito la mia passione politica, ma anche profondamente deluso per la difficoltà che ho incontrato per essere un uomo “libero”. L’indifferenza e l’ingratitudine sono peggiori, in questi casi, di qualsiasi amarezza. Passo e chiudo con Salerno”. Dicono i bene informati che Bernabò è solo la punta dell’iceberg. Sia al Comune che a Palazzo Sant’Agostino sono diversi gli esponenti del Pd che non sono più sulla stessa lunghezza d’onda della linea politica salernitana del partito. A Bernabò potrebbero aggiungersi anche altri, magari cogliendo quell’attimo fuggente di coraggio per tagliare il cordone ombelicale con il deluchismo. La storia è appena alla prima pagina.

 

Umberto Adinolfi
Umberto Adinolfi
Classe 1972, giornalista professionista. Redattore interno e collaboratore per diversi quotidiani a diffusione regionale e nazionale (Corriere del Mezzogiorno, NewPress), nonché per l’agenzia stampa Asca Campania, dal 2012 lavora come freelance per l’edizione salernitana del quotidiano “Il Mattino”, impegnato nella redazione Politica. Dal 2012 è direttore responsabile del periodico “Paperboy”, unica testata giornalistica in Italia interamente realizzata da praticanti giornalisti affetti da disabilità psichiche e motorie.

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